Elezioni comunali di Milano: il razzismo della Lega Nord ispira il Pd

Il razzismo non ha colore politico. Chi lo pensa non seguito con attenzione i ragionamenti dei partiti che per molto tempo hanno contestato la discriminazione della Lega Nord. A Milano il Pd, quando c’è, assomiglia nelle intenzioni alla coalizione di Umberto Bossi.Roberto Caputo, vicecapogruppo del Pd in Provincia di Milano, si è opposto alla candidatura



Il razzismo non ha colore politico. Chi lo pensa non seguito con attenzione i ragionamenti dei partiti che per molto tempo hanno contestato la discriminazione della Lega Nord. A Milano il Pd, quando c’è, assomiglia nelle intenzioni alla coalizione di Umberto Bossi.

Roberto Caputo, vicecapogruppo del Pd in Provincia di Milano, si è opposto alla candidatura di Abdel Hamid Shaari. Il presidente dell’istituto culturale islamico del capoluogo lombardo vorrebbe diventare il nuovo sindaco di Milano.

Il primo candidato sindaco musulmano italiano ha già precisato che la sua lista sarà laica. Nel programma infatti non ha previsto la costruzione di una moschea nella città che ospiterà nel 2015 l’Expo.

“La lista di Shaari, ha dichiarato Caputo, non aiuta l’integrazione. Se un cittadino milanese di qualsiasi religione o nazionalità vuole fare politica, può aderire a un partito e se ne ha le condizioni candidarsi”.

Le dichiarazioni di Caputo non rappresentano il Pd. Il candidato sindaco Pisapia si è già complimentato con Shaari per la sua iniziativa realizzabile solo in una Milano nuova, meno discriminatoria di quella precedente.

Ognuno di noi può avere un giudizio proprio sul pensiero di Caputo. Il suo dissenso non può essere d’interesse solo della stampa locale. Con una sola uscita pubblica il vicecapogruppo ha dimostrato almeno due verità inconfutabili.

Il Pd è di fatto un progetto politico morto. Non c’è rappresentante che la pensi come un collega sullo stesso argomento. La candidatura di Shaari per il Partito Democratico è sbagliata o giusta. Non è possibile che in meno di 24 ore escano delle dichiarazioni che sostengano entrambi le tesi in palese contraddizione tra di loro.

Non dimentichiamoci poi del colore politico di Caputo. Se il pensiero dell’uomo fosse stato espresso da un rappresentante della Lega Nord una parte della stampa avrebbe raccontato l’episodio sottolineando che è il partito verde è razzista come suo solito. La stessa tesi non è utilizzata se il protagonista della vicenda arriva dal centrosinistra.