Camorra: sequestrati beni per 41 milioni di euro al clan Terracciano

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni del valore complessivo di 41 milioni di euro riconducibili al clan camorristico Terracciano, attivo nei quartieri spagnoli di Napoli.


Si è conclusa in queste ultime ore una maxi operazione della Guardia di Finanza contro il clan camorristico Terracciano, particolarmente attivo nella zona dei quartieri spagnoli a Napoli, ma infiltrato in moltissime regioni d’Italia.

Il blitz ha coinvolto ben 200 militari ed ha riguardato 8 diverse regioni (Toscana, Campania, Basilicata, Lazio, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria): in totale le Fiamme Gialle hanno sequestrato 44 società, 31 immobili, 31 autoveicoli, 1 yacht di lusso, 17 cavalli, 67 rapporti finanziari e 2 cassette di sicurezza per un valore complessivo di circa 41 milioni di euro.

L’operazione è scattata al termine di lunghe indagini, svolte dal Gico del nucleo di polizia tributaria di Firenze, che hanno permesso di individuare una fittissima rete prestanome utilizzati dal clan per una serie di attività illecite, dalle estorsioni all’usura, passando per lo sfruttamento della prostituzione.

Qualche dettaglio in più sul clan oggetto del maxi sequestro ci arriva da La Nazione, che descrive con molta attenzione l’infiltrazione dei Terracciano sul territorio toscano:

La figura di riferimento del clan, oggi in manette era Giacomo Terracciano, 60enne originario di Pollena Trocchia, ma residente a Prato dalla metà degli anni ’80. Si era trasferito in Toscana a causa del soggiorno obbligato che gli era stato imposto dopo i processi contro la Nuova camorra organizzata. Arrestati anche i figli Francesco Terracciano, abitante a San Giorgio a Cremano, e Antonio Terracciano, residente a Prato. Le altre misure cautelari riguardano Francesco Lo Ioco, 57 anni di Nicosia (Enna) e residente a Montemurlo (Prato), legato ai Terracciano da anni; Jonah Ghiselli, 30 anni di Viareggio, considerato dagli inquirenti referente di Terracciano per la provincia di Lucca e in particolare il tramite di Terracciano con il clan Saetta attivo in Versilia e ora sotto processo a Firenze; Paolo Alberto Mancin, 51 anni di Prato; Giovanni Calvo, 55 anni, originario di Riesi (Caltanissetta) e abitante a Mignanego (Genova).

Foto | ©TMNews

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