Mario Monicelli: il suicidio diventa un argomento politico

Il suicidio di Mario Monicelli è conciso con l’ultima puntata di Vieni via con me, l’evento televisivo che si è occupato anche di eutanasia attraverso le storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby (qui l’intervista alla moglie Mina).La morte del regista è diventata il pretesto per alcuni rappresentanti politici per continuare ad occuparsi male di



Il suicidio di Mario Monicelli è conciso con l’ultima puntata di Vieni via con me, l’evento televisivo che si è occupato anche di eutanasia attraverso le storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby (qui l’intervista alla moglie Mina).

La morte del regista è diventata il pretesto per alcuni rappresentanti politici per continuare ad occuparsi male di malati terminali. Ieri alla Camera si è preferito disquisire sulla scomparsa del novantenne Monicelli invece di discutere di tutti i problemi reali che non si potranno affrontare a causa della sospensione dei lavori parlamentari. Il dibattito sul suicidio del regista è stato avviato da Rita Bernardini dei Radicali:

“Quest’aula dovrebbe riflettere su come alcune persone che non ce la fanno ad andare avanti sono costrette a lasciare la vita invece di morire vicino ai propri cari con la dolce morte”.

Paola Binetti (Udc) non ha condiviso quanto dichiarato dall’esponente politico:

“Basta, per piacere, con spot a favore dell’eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perché Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici e il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertà”.

Il confronto iniziato tra le due ieri non si è esaurito con la cremazione di Monicelli. I giornali di oggi hanno infatti deciso di dare spazio alla polemica. Scrive Francesco D’Agostino per Avvenire:

“Il suicidio é un gesto sconvolgente, consumato in una situazione di totale e spesso disperata solitudine, utilizzarlo come argomento per perorare l’approvazione di una legge eutanasica é scorretto e fuorviante”.

Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alla Famiglia, ha espresso un parere analogo a Raitre che l’ha intervistato sulla scomparsa di Monicelli.

“Di suicidi ce ne sono tanti. Non confonderei un atto come il suicidio con altri argomenti molto delicati, molto difficili come il dibattito sul fine vita e l’eutanasia”.

Secondo voi il dibattito che si è creato attorno alla morte del regista è figlio di una lacuna legislativa o un modo come un altro per fare qualcosa in attesa del voto di fiducia?