Gioco d’azzardo e scommesse, Gdf: il 25% delle sale è irregolare

Gli esiti del piano straordinario di controllo della Guardia di Finanza: “i fenomeni di abusivismo e clandestinità nel settore determinano inevitabili ricadute sul piano dell’imposizione fiscale”.

di remar

La Guardia di Finanza lo scorso mese di agosto ha controllato qualcosa come 2.264 esercizi in cui si pratica il gioco d’azzardo.

Dalle verifiche è risultato irregolare il 25% della sale: 563 in tutto le violazioni contestate ai gestori da parte delle Fiamme Gialle.

Nel dettaglio, i videopoker illegali a cui sono stati apposti i sigilli sono 184; 204 i centri di scommesse irregolari che hanno dovuto abbassare le saracinesche.

11 i casi di violazioni che hanno riguardato minorenni trovati a giocare, scommettere, o solo presenti in aree con giochi che permettono vincite in denaro. La normativa contro il gioco minorile in questi casi prevede la chiusura dei locali da 10 a 30 giorni. La Guardia di Finanza in una nota ricorda che:

La tutela del monopolio statale sui giochi e sulle scommesse rappresenta una delle attività a salvaguardia del bilancio nazionale, posto che i fenomeni di abusivismo e clandestinità nel settore determinano anche inevitabili ricadute sul piano dell’imposizione fiscale.

A seguito del piano straordinario di controllo eseguito da un capo all’altro della penisola dalla Gdf (in collaborazione con i Monopoli di Stato) gli investigatori tracciano il quadro della situazione:

L’alterazione e la manomissione degli apparecchi da gioco sono risultati i fenomeni illeciti maggiormente diffusi, seguiti dall’abusiva raccolta di scommesse sportive mediante agenzie clandestine, anche per conto di allibratori esteri privi di autorizzazione, nonché l’installazione dei cosiddetti totem.

Ovvero degli apparecchi che attraverso un computer permettono di collegarsi a internet e quindi di giocare direttamente sul web, dove l’offerta è molto più ampia e variegata. Ciò riguarda sia le proposte di gioco conformi alla disciplina italiana che quelle illegali avanzate da soggetti sprovvisti della concessione per operare nel Paese.

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