Nadal contro la sentenza di Operación Puerto: “Fuori i nomi degli atleti!”

Rafa Nadal si scaglia contro la sentenza della ‘Operacion Puerto’ e chiede espressamente che vengano fatti i nomi degli atleti che hanno “barato”

di antonio

Continua a far discutere la condanna in primo grado ad un anno di carcere e 4 anni di inibizione professionale, comminata ad Eufemiano Fuentes, il medico spagnolo nell’ambito dell’Operacion Puerto. Ma continua a suscitare dubbi soprattutto la decisione del Tribunale di Madrid di respingere la richiesta di identificare le 200 anonime sacche di sangue, che saranno distrutte. La Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, sta studiando un eventuale ricorso contro la sentenza.

Rafael Nadal si è esposto in prima linea ed ha voluto mostrare il suo disappunto per il fatto che non sono stati fatti i nomi di coloro che hanno deciso di partecipare al complotto. Lo spagnolo è uno degli sportivi “più chiacchierati” in questo ambito. Appunto, per ora si tratta solo di chiacchiere, a volte frutto di invidia o di rivalità sportiva, sui suoi muscoli e sulla resistenza nelle partite. E’ anche vero che il velo di omertà del sistema sportivo iberico non favorisce la verità.

Io non sono nessuno per giudicare, hanno già giudicato altri, ma la mia opinione è che questa sentenza non sia un bene per nessuno, gli unici che ne beneficiano sono quelli che hanno truffato. Ed è una cosa che danneggia l’immagine dello sport; chi è colpito sono gli atleti spagnolo e lo sport in generale “, ha detto Nadal durante un evento promozionale. Nadal si scaglia duramente contro la sentenza della Operation Puerto che a suo modo danneggia l’immagine dello sport spagnolo e vorrebbe che siano fatti i nomi di chi “ha barato”:

“Il quadro globale in cui lascia il nostro paese non è quello che ci si potrebbe aspettare. Credo che la cosa più positiva che potrebbe accadere è che si dovrebbe smettere di parlarne. Mi sembra sbagliato che non siano stati fatti i nomi, ma siccome è stato così, noi continueremo a lavorare per garantire che lo sport stia mantenendo i suoi valori e sia pulito in modo che in futuro non vangano ripetuti gli stessi errori. Chi ha partecipato al complotto dovrebbe ricevere il disprezzo da parte degli altri atleti e della società spagnola”.