Ore 12 – Gli studenti in lotta contro il “furbo” Berlusconi e i “furbetti” del Pd

Gli studenti che in questi giorni hanno scelto la via della protesta e della lotta, fanno bene perché hanno ragione. L’Università e la scuola italiane sono nel fondo del pozzo e la società ha i valori rovesciati, con i giovani delusi e demoralizzati, senza futuro, perché lo studio e la cultura non contano niente. Come

Gli studenti che in questi giorni hanno scelto la via della protesta e della lotta, fanno bene perché hanno ragione.

L’Università e la scuola italiane sono nel fondo del pozzo e la società ha i valori rovesciati, con i giovani delusi e demoralizzati, senza futuro, perché lo studio e la cultura non contano niente.

Come sempre, però, nella protesta, non è tutto oro quel che luccica. Alcune forme di lotta radicali degli studenti rischiano di far perdere il vero significato della protesta e rischiano di isolare il movimento.

Gli studenti fanno bene a dire no a una riforma che penalizza l’Università, la scuola, il sapere, la cultura, non offre sbocchi nel mondo del lavoro. Ma la protesta deve rimanere nei confini di obiettivi specifici, non può trasformarsi in azione politica di “parte” contro un’altra parte, non può farsi strumentalizzare dai partiti, né degenerare nell’estremismo.

L’invito di Berlusconi a studiare è un impasto paternalistico e provocatorio, paradossale quanto ridicolo, perché la riforma penalizza proprio il diritto allo studio, contiene l’inganno controriformatore, non colpisce i baroni perché apre alla trappola delle privatizzazioni senza regole.

Altra cosa è invece l’apologia della rivolta studentesca, come stanno facendo la sinistra, le opposizioni, il Pd.

Le maschere sono cadute ieri alla Camera: dai deputati Tabacci e Calgaro era stata avanzata la proposta di tagliare i cospicui finanziamenti elettorali ai partiti (100 milioni annui) per poter favorire i precari.

Era un segnale importante di buona volontà della politica ma, dopo le vacue chiacchiere di solidarietà con le scalate sui tetti, Bersani, toccato negli interessi di partito, si è astenuto (l’astensione è di fatto voto contrario ) con un nutrito gruppo di alti papaveri del Pd (D’Alema,Fassino, ecc.).

Altri del Pd (Turco, Sposetti, Cuperlo, D’Antoni ecc) votano apertamente contro insieme a Pdl, Lega, Udc. A favore votano altri Pd (Veltroni, Franceschini, Gentiloni, Realacci, Minniti, Melandri ecc.

Insomma, l’unico partito sopravvissuto alla Prima Repubblica è il Pci. E si vede. Intanto, fuori dal Palazzo, gli studenti protestano.