Consiglio dei ministri del 24 maggio: stop ai finanziamenti per i partiti, accolte linee guida

Entro il mese di giugno dovrebbe essere varato un disegno di legge per abolire il finanziamento pubblico ai partiti.

Si è conclusa la riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi: l’esecutivo. dopo una mattinata di discussioni, ha accolto le linee guida di un disegno legge che vedrà la luce nelle prossime settimane, per essere pronto entro giugno. Il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio: “Nei prossimi giorni lavoreremo a un testo”.

Due erano gli argomenti all’ordine del giorno: disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e di recepimento della direttiva 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia; ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto “Trans Adriatic Pipeline”. Si è poi parlato di stop al finanziamento per i partiti.

Per quanto riguarda il primo punto, si cerca la copertura per poter prorogare l’ecobonus. ossia le detrazioni per l’efficienza energetica e quelle per le ristrutturazioni edilizie, entrambe in scadenza il 30 giugno. Matteo Renzi ha così commentato l’abolizione dei finanziamenti ai partiti: “Ho parlato più volte con il presidente del Consiglio, su questi temi il governo procederà spedito. Durante le primarie sembravamo solo noi a dirlo, ora vedo condivisione. Si parte dal testo di legge presentato da Dario Nardella, il mio vicesindaco”.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha aggiunto: “Solo l’autoriforma della politica può salvare la politica stessa”. Dal suo staff, poi, arriva una risposta a chi pensa che lo stop ai finanziamenti sia un’idea copiata dai grillini: “Inseguire Grillo e il suo Movimento? Non è così. Proprio Letta anni fa chiese l’abolizione del vitalizio per i parlamentari”.

Entro il mese di giugno dovrebbe essere varato un disegno di legge per abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Si sanno già i quattro punti salienti su cui poggerà. Mercoledì scorso, il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, davanti alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, ha infatti illustrato il dl. Il primo pilastro è di principio: “Sobrietà e trasparenza”. Il secondo prevede il rimborso “delle spese sostenute in campagna elettorale” solo a fronte di “documentazione idonea”. Insomma, “basta con il finanziamento a pioggia” che ha permesso a diversi leader politici di comprarsi case o yacht con i soldi pubblici.

Il terzo pilastro è la sostituzione “dell’erogazione diretta di denaro ai partiti con la fornitura di servizi, in ogni caso in cui ciò sia possibile”. Il quarto è l’incentivazione dei contributi dei cittadini, attraverso forme di sgravi fiscali Insomma, il finanziamento più che cancellato, verrà razionalizzato e reso trasparente. “In quanto”, sostiene Quagliariello, “la democrazia ha un costo che non può essere disconosciuto ma reso sostenibile”.

Foto | © Getty Images

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