Amanda, Sollecito e Rudy agirono in gruppo: manca però il movente

I giudici del Riesame hanno presentato le loro motivazioni, come abbiamo già riportato ieri nell’update a questo post. Secondo loro l’omicidio di Meredith è frutto di una violenza efferata alla quale avrebbero partecipato tutti e tre i ragazzi: Amanda, Raffaele e Rudy. In forme e modalità diverse, che ovviamente non conosciamo. Un solo dubbio rimane,

I giudici del Riesame hanno presentato le loro motivazioni, come abbiamo già riportato ieri nell'update a questo post. Secondo loro l'omicidio di Meredith è frutto di una violenza efferata alla quale avrebbero partecipato tutti e tre i ragazzi: Amanda, Raffaele e Rudy. In forme e modalità diverse, che ovviamente non conosciamo.

Un solo dubbio rimane, e non è cosa da poco. Qual è il movente? Sesso? Droga? Soldi? E poi, dov'è finita l'arma del delitto? E' il coltello trovato a casa di Raffaele Sollecito o il coltellino trovato nel giardino della povera Meredith.

Prima di occuparci delle motivazioni dei giudici, riportandole, analizziamo però la figura di Rudy, che i giudici definiscono inattendibile.

Rudy, nella sua ricostruzione della serata del 31 ottobre, afferma di aver concordato con la vittima l'appuntamento per il giorno seguente. Versione, secondo i giudici, che «contrasta totalmente» con il fatto che Meredith trascorse la sera prima dell'omicidio «con le amiche inglesi, dapprima cenando a casa di una di loro, poi verso le 0,30 recandosi al Merlin e dopo al Domus».

«Presso il Domus», si legge nelle motivazioni, «lo stesso Rudy dichiara di non aver visto Meredith. Le ragazze spagnole amiche di Rudy confermano di essere uscite con lui quella sera e di essere andate nelle case di due amici spagnoli, ma escludono di aver mai visto o conosciuto Meredith, la quale non risulta in alcun modo collegata a quelle frequentazioni».

Secondo il tribunale, quindi, la serata trascorsa il 31 ottobre da Meredith «non contempla alcun passaggio che la metta in contatto con Rudy, tanto meno come ragazza che flirtava e si baciava con lui». I giudici, quindi, fanno un lungo elenco delle incongruenze del racconto definendole in più punti totalmente inverosimili e sottolineano che «emerge con evidenza che la versione difensiva dell'indagato è minata da decisive falsità che impediscono di valorizzarla anche come minimo e parziale racconto di quanto accaduto».

Qui sotto invece la parte che riguarda l'omicidio di gruppo.

Dai riscontri investigativi e dalle analisi dei vari reperti, è ormai chiara, per i giudici del Riesame, «la presenza di più persone» nella casa del delitto «nel momento in cui Meredith veniva uccisa e la fuga di tutti subito dopo. Una partecipazione di gruppo alla efferata azione criminale che non appare ipotizzabile in termini passivi per nessuno dei presenti.

Parla il corpo straziato di Meredith, l'accertata impossibilità che gli autori siano entrati in casa furtivamente e per uno scopo delittuoso diverso, i segni della violenza carnale, le tracce di Dna di Amanda e della vittima sullo stesso coltello, l'essere questo custodito nella casa di Raffaele, l'impronta riferibile a una scarpa di costui nella stanza del delitto, le tracce ematiche della Knox in un bagno e i segni inequivoci della presenza in contemporanea nell'altro bagno di Rudy, l'impronta di quest'ultimo sul cuscino e il suo materiale biologico nel tampone vaginale di Meredith».

Queste le motivazioni, ora inizia la palla passa nella mani della difesa.