Garlasco, ma perchè ancora non si sa nulla? Se lo domandano anche i genitori di Chiara Poggi

Diciamo la verità, l’esposizione mediatica del delitto di Garlasco, comoda ad affossare i tanti altri problemi del paese, ha contribuito a far entrare nella vita degli italiani i nomi dei protagonisti di un giallo ancora irrisolto: in primis Chiara Poggi, massacrata nella sua villetta, che ancora non ha avuto giustizia. Lei però, purtroppo, di questa

Diciamo la verità, l'esposizione mediatica del delitto di Garlasco, comoda ad affossare i tanti altri problemi del paese, ha contribuito a far entrare nella vita degli italiani i nomi dei protagonisti di un giallo ancora irrisolto: in primis Chiara Poggi, massacrata nella sua villetta, che ancora non ha avuto giustizia. Lei però, purtroppo, di questa vicenda non è protagonista, ma vittima. E' vero.

I protagonisti, con ruoli diversi, sono altri: Alberto Stasi, unico indagato, i Ris, che hanno consegnato i loro esami senza una reale pistola fumante. Poi ci sono i genitori di Chiara, anche loro vittime innocenti di una vicenda che ha tolto loro la figlia e che ancora non ha risposte certe.

Ma com'è possibile che appena ci troviamo di fronte ad un omicidio più complicato del solito non si riesca mai a trovare il colpevole? Garlasco è un esempio, ma c'è anche l'omicidio di Meredith, quello di Cogne (qualcuno ha visto prove schiaccianti?) e non dimentichiamo la morte della piccola Matilda a Vercelli, anche questo è indicativo: Matilda è morta, in casa c'erano il compagno e la madre. Il compagno non è stato, la madre è stata assolta. 

I dubbi su un delitto come quello di Garlasco, che ancora non lascia intravedere una fine, li hanno anche i genitori di Chiara, che dopo 4 mesi di indagini pretendono giustizia. E parlano.

 

L'intervista ai genitori (Corriere).

Allora riavrete la casa per Natale?
«Forse. Andrebbe bene anche il 24, ma sapremo di più settimana prossima».
E la verità, signora Rita? Anche quella non l'avete ancora avuta…
«La verità? Sono quattro mesi che aspettiamo la verità sulla morte di Chiara ed è la sola cosa che possiamo fare, purtroppo. Non passa giorno che non ripensiamo a lei, a quello che è successo, alla nostra vita che è cambiata. Dopo quattro mesi possiamo solo aspettare. Ci vuole forza, e fiducia».
Sull'omicidio di Chiara è un continuo rincorrersi di notizie, ipotesi, pettegolezzi.
Giuseppe dice «cerchiamo di non farci influenzare da questa o quella tesi, per quel che è possibile… Finché non ci danno una certezza, finché non ci dicono "è lui" oppure no, cerchiamo di mantenere la nostra linea di sempre».
Intende dire la prudenza?
«Sì, la prudenza e il rispetto per il lavoro della dottoressa Muscio ».
Anche per Alberto la linea è quella?
«Non è il momento di parlare di Alberto».
Era il fidanzato di Chiara e resta il solo indagato per l'omicidio. Da lui avevate preso le distanze già due mesi fa. "Siamo su due piani diversi, per favore non cercarci più" gli avevate spiegato in una telefonata. Siete fermi su quella posizione?
«Sì, non lo abbiamo più sentito né lui è tornato a cercarci. Ma ci hanno cercato alcuni dei suoi amici che erano anche amici di Chiara. Non siamo mai stati abbandonati dai ragazzi e dalle ragazze che le hanno voluto bene».
Signora Rita che cosa le dà la forza di apparire sempre così serena?
«Io penso sempre che quello che ci è capitato è successo anche ad altre famiglie. Non siamo solo noi in questa condizione, ce l'hanno fatta altre mamme ad andare avanti».
In questi mesi siete stati sempre sotto i riflettori.
«È stato difficilissimo, la pressione a volte sembrava insopportabile. Mi hanno chiesto mille volte "Ci farebbe un ritratto di Chiara?", ma come si fa, mi chiedo io? Per una mamma qualsiasi ricordo di sua figlia è in sé un ritratto. Che potrei dire di Chiara? Mi viene in mente tutto di lei ma non c'è una descrizione che può raccogliere tutto. Era dolce, brava, felice… era Chiara, mia figlia».
Sul conto di Chiara si sono detti e scritti particolari che forse ignoravate
Stavolta è Giuseppe che risponde. «Quali sono i genitori che sanno davvero tutto dei loro figli? Ci è spiaciuto sapere che dettagli della sua vita privata siano diventati pubblici. Chiara era una ragazza straordinaria, non aveva niente da nascondere.
Tornare a vivere nella casa di Garlasco vuol dire già di per sé rimettere in moto emozioni legate al luogo, alle tracce del delitto. In più c'è l'atmosfera natalizia…
«Malgrado tutto questo sarebbe un regalo per noi tornare in via Pascoli e fare Natale a casa, il primo Natale senza Chiara… Le emozioni si affrontano, anche se portano sofferenza e se sarà dura. Lì dentro c'è la nostra vita, ci sono i miei ricordi di mamma e in qualche modo c'è Chiara che non ci lascerà mai. Non potremmo andare a vivere altrove».
Rita stringe le mani come fossero quelle di una persona cara. «Provi a immaginare… Era la mia Chiara, penso a lei tutti i giorni, vado a trovarla tutte le settimane».
Giuseppe fa un cenno in direzione della Procura: «La verità ce la diranno loro. Noi siamo qui ad aspettarla».