Heineken Cup, alti e bassi azzurri (2)

Delusione, invece, nell’altro incontro di Heineken che ha visto in campo Viadana e i Saracens. La formazione italiana parte alla grande, nonostante gli sfavori dei pronostici e il tremendo 71-7 di settimana scorsa, e nel primo tempo non sbaglia praticamente nulla. Due volte Erasmus, Robertson e Bortolussi realizzano quattro mete in quaranta minuti e fanno

Delusione, invece, nell'altro incontro di Heineken che ha visto in campo Viadana e i Saracens. La formazione italiana parte alla grande, nonostante gli sfavori dei pronostici e il tremendo 71-7 di settimana scorsa, e nel primo tempo non sbaglia praticamente nulla. Due volte Erasmus, Robertson e Bortolussi realizzano quattro mete in quaranta minuti e fanno fuggire Viadana fino al 26-3.

Ma i Saracens non sono una squadra che gira l'Europa per turismo, loro vengono per giocare a rugby, possibilmente per vincere. Se a ciò aggiungiamo un calo mentale degli italiani, la mischia che inizia a non reggere il ritmo imposto dagli inglesi, e molti errori banali che in campo europeo non si possono fare e si capisce cosa è successo alla ripresa del gioco. Viadana non ha saputo più imporre il suo gioco, poco alla volta l'enorme vantaggio si è assottigliato sotto i calci di Jackson, fino al sorpasso e all'ultima meta di Haughton, che ha negato anche il secondo punto di bonus a Viadana.

Insomma, nonostante la sconfitta e il crollo nella ripresa, una prestazione che può dare morale alla formazione di Jim Love. Certo, vedere in campo due italiani, un oriundo e un equiparato nel XV iniziale mette tristezza. Non è così che cresce il movimento, non è così che si avvicinano i giovani alla palla ovale, non è così che si può sperare, un giorno, di essere alla pari con francesi e britannici. E per che cosa poi? Per l'ennesima sconfitta onorevole?