Elisa Claps, Danilo Restivo condannato a 30 anni: le motivazioni della sentenza

Ecco le motivazioni della sentenza che l’11 novembre scorso ha visto Danilo Restivo condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps.


Sono state depositate le motivazioni della sentenza del processo di primo grado a Danilo Restivo, il potentino condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps.

Per il gup di Salerno Elisabetta Boccassini non c’era alcun dubbio che Restivo fosse colpevole: a suo carico c’erano indizi gravi, precisi e concordanti e “nessuna ricostruzione alternativa plausibile, capace di ricondurre l’uccisione di Elisa Claps in direzione diversa da Restivo“:

Il complesso delle acquisizioni probatorie depone in modo gravemente indiziario nell’individuare Restivo quale autore dell’atroce assassinio della giovane Claps Elisa: nessun altro ha incontrato la vittima, nessun altro ha avuto contatti con lei dopo l’incontro con l’imputato; nessun fattore o comportamento esterno si è inserito nella consequenzialità logica e storica degli avvenimenti.


E, ancora, secondo il gup:

Fortemente e gravemente indizianti risultano anche: le condotte tenute dal Restivo, sia quando ha voluto, con forza, essere condotto in ospedale, per la cura di un semplice graffio, evidentemente al solo scopo di precostituirsi la prova di una sua “non presenza” sui luoghi nelle ore della scomparsa di Claps Elisa; la versione assolutamente inverosimile dallo stesso Restivo fornita circa quanto da lui compiuto dopo l’incontro con Claps Elisa e che è stata causa di una condanna per falsa testimonianza; il suo allontanamento continuo negli anni da Potenza e che lo ha portato a risiedere in diverse città d’Italia fino al suo definitivo inserimento nel Regno Unito; il suo tentativo di far credere alla famiglia Claps che Elisa era viva e voleva vivere lontano da loro; le condotte da lui tenute in epoca antecedente e successiva all’omicidio di altre giovani donne.

Ma come ha fatto Danilo Restivo a farla franca per tutti questi anni? La risposta, in parte, è contenuta nelle motivazioni di questa sentenza: la sua famiglia l’ha coperto.

condotte di inquinamento probatorio imputabili a famigliari e terzi. Nella immediatezza dei fatti i genitori, ed in particolare il padre, del Restivo, su consiglio del loro legale di fiducia, si rifiutavano di consegnare gli abiti indossati dal Restivo il giorno in cui era scomparsa Claps Elisa e gli stessi, peraltro, venivano immediatamente lavati dalla madre del Restivo, non appena il predetto faceva ritorno dall’ospedale.

Non solo la famiglia, però. Anche ci eseguì i lavori nella Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il corpo di Elisa fu ritrovato nel marzo 2010, giocò un ruolo importante:

Appare assolutamente impossibile che chi ebbe ad eseguire i suddetti lavori non si sia reso conto della presenza di un cadavere. […] E’ assolutamente impossibile credere che per tutti questi anni, nessuno si sia accorto della presenza di un cadavere nel sottotetto della chiesa SS Trinità.

Il gup Boccassini, inoltre, ha speso qualche parola sul profilo criminale dell’imputato, assolutamente in linea con quanto emerso anche durante il processo che, in Inghilterra, ha visto l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua vicina di casa Heather Barnett:

Comportamenti ossessivi, strane fantasie sessuali. Aggressività. In occasione di intercettazioni telefoniche disposte in un procedimento penale seguito dalla locale Criminapol gli agenti avevano modo di ascoltare due donne parlare tra loro di un ragazzo di Potenza, poi identificato in Restivo, che dalle stesse veniva definito come una persona dalle strane fantasie sessuali e che, in una occasione, aveva offerto loro un bicchiere di urina presentandolo come birra. […] All’interno della camera da letto di Danilo Restivo sono state ritrovate numerose foto che lo ritraevano insieme a ragazze nude (alcune delle quali con evidenti difetti fisici) ed in pose erotiche. […] Restivo, rimasto insoddisfatto per il modo in cui si erano conclusi i suoi corteggiamenti con Elisa Claps, decideva di tenderle una trappola, intenzionato a soddisfare, a qualsiasi costo, i suoi desideri sessuali; è in tale cotesto che maturava e si determinava poi l’assassinio della giovane vittima.

Ora, alla luce di queste spiegazioni, Danilo Restivo potrà decidere di ricorrere in appello contro la sentenza ed affrontare così un nuovo processo in Italia. Con un nuovo legale, però: Mario Marinelli, che l’ha difeso per 18 anni, ha lasciato l’incarico poche ore fa.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno

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