Climbing – Tecniche di allenamento a secco

E se per caso state male? E se per caso non potete uscire? Varie ed eventuali bloccano il climber a casa o in albergo (trasferte per motivi di lavoro). Se siete in “mutua” e gli orari non vi consentono di andare in palestra? Se proprio non riuscite a seguire il programma del nostro prototipo di

di valecy

E se per caso state male? E se per caso non potete uscire? Varie ed eventuali bloccano il climber a casa o in albergo (trasferte per motivi di lavoro).

Se siete in “mutua” e gli orari non vi consentono di andare in palestra? Se proprio non riuscite a seguire il programma del nostro prototipo di arrampicatore allora bisogna inventarsi dei modi di stancarsi un po’.

Eccovi alcuni consigli pratici per non perdere la forma:

  • In primis il vero climber ossessionato dalle tacche e dall’allenamento non può rinunciare dall’avere in casa (o in garage o dove volete voi) un bel trave per allenarsi indoor. Semplice da montare (sempre che il/la partner sia d’accordo) consente di mantenere le dita in forma e di fare un po’ di trazioni.
  • Esistono delle sbarre che possono essere incastrate quasi in qualunque porta divisoria. La si posizione tra gli stipiti e la si blocca per estensione. A quel punto oltre alle solite trazioni vi potete inventare esercizi di lancio sulla tacca dello stipite in alto…

  • Invece di servirvi di sedie, sgabelli o scalette per raggiungere zone alte della casa cercate di sfruttare appoggi, appigli o quant’altro sia utile a mantenere l’equilibrio.
  • Per rinforzare le dita o come riscaldamento la Black Diamond vende i Forearm Trainer o create cose simili.
  • Non dimentichiamo mai lo stretching per una buona spaccata in parete!

Tutto ciò solamente se non avete a disposizione la vostra parete personale dotata di prese e pannello inclinato…
Diciamo inoltre che questo allenamento “a secco” non è esattamente indicato se si vuole migliorare la tecnica, ma quando non si ha di più a disposizione, ci si arrangia.

In ultimo aggiungerei solamente che se per una volta riuscite a non strizzare qualche tacca, se ogni tanto riuscite a non gonfiare il bicipite, non vi demoralizzate, magari potete incontrarvi con i NON climber che non vedete da tempi immemori.