Delitto Melania, consulente Rea: “uxoricidio nato da desiderio di possesso”

La criminologa Margherita Carlini: “l’omicidio di Melania può essere considerato di prossimità”.

di remar


Secondo Margherita Carlini, la criminologa nominata consulente dall’avvocato Mauro Gionni – legale della famiglia Rea – «l’omicidio di Melania può essere considerato un omicidio di prossimità» cioè consumatosi nell’ambito di uno stretto rapporto relazionale.

Ieri Gionni ha consegnato una memoria per i Rea quali persone offese che nel procedimento si costituiranno parte civile. «La genesi dell’uxoricidio – sostiene Carlini nella sua relazione – è dato dal desiderio/necessità di possesso. Il rapporto tra Salvatore e Melania è basato sul dominio e la possessività».

«Nel momento in cui la donna sceglie di allontanarsi dalla situazione di controllo o di umiliazione, nasce un conflitto all’interno della coppia che si trasforma in violenza. LA VITTIMA si ribella e colui che finora ha dominato perde la posizione di controllo, vacillano le sue certezze indispensabili per la salvaguardia della sua fragile identità».

«Ecco quindi l’azione violenta: il delitto come tentativo estremo, di riprendersi uno status quol’omicidio di Melania può essere considerato un omicidio di prossimità».

«Le vittime di questa tipologia di omicidisostiene la criminologa – sono prevalentemente donne che hanno un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. In Italia circa ogni 96 ore viene uccisa una donna dal proprio marito, convivente, fidanzato o ex. Gli autori degli omicidi sono uomini, in più del 75% dei casi, mariti o conviventi. La maggior parte di questi omicidi è preceduta da maltrattamenti».

E «la violenza all’interno di una coppia non si presenta in modo improvviso e casuale, ma segue meccanismi ben precisi che vengono definiti come spirale del controllo e della violenza. Le fasi di violenza vengono alternate a false riappacificazioni. Sono i momenti in cui l’aggressore chiede scusa per i suoi comportamenti, piange, si dispera, promette di cambiare e promette amore eterno.

Questa fase, definita luna di miele, è assolutamente falsa e strumentale e serve all’uomo per creare ancora più confusione nella donna e quindi per legarla ancora di più a se stesso. In realtà quando la donna inizierà a ribellarsi per uscire dalla violenza, l’abusante l’aggredirà fisicamente, nel tentativo di riprendere in mano le redini della situazione».

L’imputato Salvatore Parolisi, in carcere dal luglio scorso si è sempre proclamato estraneo al delitto. Nelle 32 pagine della sua relazione Carlini descrive Parolisi come un uomo con un “senso grandioso del sé”, narcisista.

I suoi avvocati hanno chiesto il rito abbreviato condizionato a una nuova perizia che appuri una volta per tutte la verità scientifica sulle circostanze della morte, sull’ora e sulla dinamica dell’omicidio. «Non abbiamo fatto la richiesta di un abbreviato secco» hanno spiegato i legali.

L’eventuale sconto di un terzo della pena in caso di condanna non c’entra niente: «E’ evidente che la richiesta non è stata fatta per questo ma solo perché vogliamo il contraddittorio pieno sulle perizie. Questo nel totale rispetto del lavoro svolto dalla procura teramana». Quindi «se ci sarà la perizia bene, altrimenti andremo al dibattimento». La decisione del gip di Teramo, Marina Tommolini, sulla richiesta degli avvocati è attesa a breve.

Foto | © TMNews

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