Blocco dei Tir: Italia a secco, l’80 per cento dei benzinai senza rifornimenti

E’ una situazione che si fa sempre più grave, soprattutto dopo che è saltato il tavolo delle trattative con il Governo. I Tir continuano lo sciopero, a rischio ci sono i distributori di benzina in tutta Italia ma anche i mezzi di soccorso (tanto per farvi capire quanto sia preoccupante). Le code per rifornirsi in

E' una situazione che si fa sempre più grave, soprattutto dopo che è saltato il tavolo delle trattative con il Governo. I Tir continuano lo sciopero, a rischio ci sono i distributori di benzina in tutta Italia ma anche i mezzi di soccorso (tanto per farvi capire quanto sia preoccupante). Le code per rifornirsi in tempo sono già iniziate.

E’ durato poco più di un’ora l’incontro a Palazzo Chigi tra il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e le associazioni di categoria dell’autotrasporto. Un tavolo che ha prodotto un nulla di fatto e che ha lasciato inalterate le distanze tra le due parti. «Il tavolo è ancora in corso – ha precisato il premier Romano Prodi – ma le modalità con cui si sta svolgendo questa agitazione hanno la mia completa riprovazione». Le organizzazioni che hanno indetto il fermo e hanno abbandonato il tavolo se la sono presa con il ministro Bianchi: le sue comunicazioni sono state giudicate «ripetitive», in quanto si riferiscono «all’intesa del febbraio scorso per altro ancora non rispettata».

Riportiamo questo post, che già questa mattina chiariva la situazione. 

E' già emergenza benzina a causa dello sciopero dei Tir. Una mobilitazione che ha coinvolto 13 regioni e il presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi Antonio Martone promette sanzioni e oggi sono a rischio alimentari e benzina. Petrolio ci racconta le prime ore delle giornata già alla ricerca di gasolio: 

Stamattina tutto il quartiere era in fila dai benzinai. Le code invadono le strade, dove gli addetti vagano bussando sui finestrini delle auto diesel: "Il gasolio è finito, è inutile che facciate la fila".

Non ho notato alcun segno di impazienza, di nervosismo. La gente reagisce passivamente, accetta la situazione, cerca di tamponare. Forse ricordano ancora quando, nel 1990, ci ritrovammo tutti a piedi per un altro sciopero dei camionisti.

O forse, riflettevo, sono molto meglio disposti ad accettare la causa di forza maggiore piuttosto che la mano magica del mercato. Ovvero: se a causa di future carenze la benzina dovesse aumentare di prezzo a dismisura, probabilmente i cittadini si ribellerebbero. Se viceversa si finisse ai razionamenti, sarebbero accettati molto più di buon grado. Siamo tutti a favore del mercato, insomma, finchè la guerra è solo al ribasso.

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