Omicidio Yara Gambirasio, il pm Letizia Ruggeri annuncia querele per diffamazione

Il pm di Bergamo Letizia Ruggeri ha deciso di querelare per diffamazione il promotore della raccolta di firme per chiedere la sua rimozione dall’incarico di dirigere le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio.


Non si è ancora affievolita la polemica lanciata qualche giorno fa dall’assessore leghista Daniele Belotti, promotore di una raccolta di firme – tra primi cittadini, consiglieri provinciali di Bergamo, consiglieri regionali della Lombardia e parlamentari bergamaschi –
per chiedere la sostituzione del pm Letizia Ruggeri, che da mesi indaga sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, o in alternativa l’affiancamento di un pm di provata esperienza e capacità.

Dopo aver difeso il suo operato, il pm Ruggeri ha deciso di querelare Belotti per diffamazione. A darne comunicazione è stato il suo legale, l’avvocato Roberto Bruni:

L’intenzione della dottoressa Ruggeri è quella di procedere con la querela. Ho letto, inoltre, che Belotti vuole inviare la petizione anche al ministro della Giustizia, al presidente del Consiglio superiore della magistratura, al procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia e al procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni. E questo fatto, secondo me, costituisce un’ulteriore diffamazione, in quanto altre persone verrebbero a conoscenza della frase ingiuriosa.


La mossa del pm, però, non sembra in alcun modo preoccupare l’assessore. Anzi, sembra sempre più convinto di quello che sta facendo. Ecco cosa ha dichiarato ieri:

Anche stamattina mi sono arrivate le adesioni di diversi amministratori. Ma confermo che la petizione la firmerò solo io. Pentito per quella frase? Assolutamente no. Il mio è stato uno sfogo, dettato dalla delusione e dalle modalità con cui il magistrato ha negato alla famiglia, con solo tre righe di spiegazione, l’accesso agli atti delle indagini. Sono convinto che anche l’aspetto umano abbia un valore. Mi riferivo, insomma, al caso specifico, alla condotta specifica, non certo alla persona della dottoressa Ruggeri, che neppure conosco. Molte e-mail che ho letto in questi giorni mi danno ragione e mi invitano a non desistere.

E mentre questa diatriba continua, le indagini proseguono senza sosta, seppur lentamente: a 14 mesi dall’omicidio di Yara, l’assassino è ancora in libertà.

Via | Il Mattino

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