Ore 12 – Bossi vuole mediare con Fini. Ma la legge Bossi-Fini colpisce duro

Mentre Umberto Bossi si prende la “bega” di fare da mediatore con Gianfranco Fini per il noto strappo con Silvio Berlusconi, la legge Bossi-Fini continua a colpire. Una legge che alimenta irregolarità e disperazione, che costringe migliaia di lavoratori stranieri a vivere in una inqualificabile e assurda condizione di clandestinità. L’ultimo atto viene dai gravi

Mentre Umberto Bossi si prende la “bega” di fare da mediatore con Gianfranco Fini per il noto strappo con Silvio Berlusconi, la legge Bossi-Fini continua a colpire.

Una legge che alimenta irregolarità e disperazione, che costringe migliaia di lavoratori stranieri a vivere in una inqualificabile e assurda condizione di clandestinità.

L’ultimo atto viene dai gravi fatti di Brescia, dove il Governo sfodera la sua “arma” preferita: repressione alle legittime domande di giustizia sociale e di integrazione. Ragazzi costretti a stare pericolosamente appollaiati su una gru e si trovano le istituzioni irresponsabili nell’alimentare conflitti.

Manca solo l’atto di disperazione finale per tramutare una protesta legittima in una tragedia assurda.

La cultura del discutere, verificare, contrattare non è di questo governo. E non è così che si chiude il rubinetto dell’illegalità. La norma della Bossi-Fini che dà solo sei mesi di tempo a chi perde lavoro per cercarne un altro, va cambiata.

Come non si può dare la caccia a chi ha il permesso scaduto e vuole rinnovarlo. Irregolarità è anche il prodotto del blocco delle quote di ingresso annuale con la chiusura conseguente di qualsiasi canale di ingresso regolare. E qui che si specula sul lavoro nero alimentando coercizione e sfruttamento.

Insomma va cambiata la normativa che produce solo danni alle persone e non elimina la fabbrica della clandestinità. Ma il governo ha altro da fare.