La zia di Denise indagata per concorso in omicidio e sequestro di persona

Un altro dei gialli italiani potrebbe trovarsi ad un punto di svolta: quello della piccola Denise Pipitone. E’ vero, le svolte a cui assistiamo, che ci giungono attraverso i titoloni dei giornali, solitamente non portano a nessun tipo di svolta ma gettano semplicemente benzina sul fuoco; anche per il caso della scomparsa di Denise Pipitone,

Un altro dei gialli italiani potrebbe trovarsi ad un punto di svolta: quello della piccola Denise Pipitone. E' vero, le svolte a cui assistiamo, che ci giungono attraverso i titoloni dei giornali, solitamente non portano a nessun tipo di svolta ma gettano semplicemente benzina sul fuoco; anche per il caso della scomparsa di Denise Pipitone, quindi, dovremmo parlare di un possibile punto di svolta ma non della soluzione del giallo.

Rosalba Pulizzi, zia di Denise Pipitone, è ora ufficialmente indagata. Ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in omicidio e sequestro di persona. A incastrarla le dichiarazioni dell'ex marito, Giuseppe Dassaro, che si era autoaccusato confessando di aver gettato in mare il corpo di Denise. Sottolineamo tuttavia che la dichiarazione dell'uomo è al vaglio degli inquirenti dal luglio scorso, visto che non sembra essere un personaggio attendibile.

Finora l'unica indagata nota dell'inchiesta sulla scomparsa della bambina era Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, che all'epoca del rapimento non era ancora maggiorenne. È accusata di sequestro di persona in concorso con ignoti. L'ex fidanzato tunisino di Jessica è indagato per falsa testimonianza al pm. Nel settembre scorso il procuratore di Marsala, Silvio Sciuto, dichiarò che «da due mesi le indagini hanno avuto un impulso e che i complici non sono più ignotì. Sarebbe proprio Dassaro l'uomo che avrebbe secondo gli inquirenti dato impulso alle indagini. I magistrati hanno continuato ad indagare avendo però nuovi elementi forniti proprio dall'assassino reo confesso.

Proprio sull'intricata vicenda riportiamo un articolo del Sole 24 ore che spiega cosa stia succedendo alle indagini che riguardano Denise. O meglio, cosa non stia succedendo, visto che trovare la verità nel caso della piccola Pipitone sembra impresa impossibile.

In questi mesi D'Assaro è stato sentito più volte dagli inquirenti, e avrebbe spesso cambiato versione sulle sue conoscenze del sequestro di Denise. Il presunto "pentito" avrebbe fornito ricostruzioni diverse anche sul destino della bambina, rapita mentre giocava davanti la sua casa di via La Bruna, parlando anche della cessione della piccola a un gruppo di zingari.

Nel corso di una puntata della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto" di Rai Tre, che si occupa del caso da sempre, il legale di Piera Maggio, l'avvocato Giacomo Frazzitta, ha inoltre affermato che secondo questa ipotesi investigativa Denise potrebbe essere stata ''segregata per parecchi mesi'' dopo il sequestro e in seguito consegnata ad altri.
D'Assaro, aspirante collaboratore di giustizia, è in cella dopo aver confessato di essere l'autore del delitto della sua convivente, Sabine Maccarrone, di 39 anni, trovata morta dentro un pozzo, a Mazara, la primavera scorsa.

D'Assaro ha raccontato agli inquirenti di aver conosciuto la Maccarrone, una donna di origini svizzere, tramite Giovanni Melluso, l'ex pentito che accusò il presentatore Enzo Tortora di essere in contatto con la camorra. Insomma, rivelazioni inquietanti che si legano a "pentiti" risultati poco credibili in passato.