Delitto Melania Rea, difesa Parolisi: pista trans processualmente irrilevante

Dopo gli accertamenti del Ros sono venute fuori le chat di Parolisi con alcuni trans, sia prima che dopo l’omicidio di Melania.

di remar


I contatti che Salvatore Parolisi avrebbe avuto via chat con alcuni trans sia prima che dopo l’omicidio della moglie Melania Rea sono qualcosa di «processualmente irrilevante».

Così l’avvocato Valter Biscotti, uno dei legali del caporalmaggiore dell’Esercito, ha commentato gli accertamenti del Ros dei carabinieri sull’hard disk del computer di Parolisi. Ne parla Il Centro.

Il computer di Salvatore Parolisi svela che persino la mattina del 20 aprile, due giorni dopo il delitto e mentre tutti cercavano Melania (…) il marito della vittima chattava con i trans. Nei giorni e nei mesi precedenti ci sarebbero stati non solo diversi contatti in chat, ma anche collegamenti a siti web pornografici, sempre con transessuali come protagonisti.

Per Mauro Gionni legale della famiglia Rea invece: «Se Melania avesse scoperto quei contatti sul pc del marito, proprio questo potrebbe esserle stato fatale. Forse ha minacciato il marito di riferirlo all’esercito, con la conseguenza che Parolisi avrebbe perso il posto di lavoro».

La procura di Teramo ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Salvatore Parolisi che, in carcere dal luglio scorso, si è sempre detto innocente. La prima udienza è stata fissata per il 27 febbraio, salvo un’eventuale richiesta di giudizio abbreviato da parte dei legali di Parolisi.

Richiesta che sarebbe legata a due perizie che gli avvocati si appresterebbero a chiedere, sull’ora della morte di Melania e sugli spostamenti dei telefoni cellulari di Parolisi e della moglie il giorno del delitto.

Foto | © TMNews

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