Olimpiadi 2012 a Londra: l’altro lato della medaglia

Scontri ed arresti di ciclisti vicino all’Olympic Stadium.

Organizzare i giochi olimpici, si sa, non è cosa da poco, specialmente in una città caotica e immensa come Londra. La cerimonia d’apertura di ieri sera è stata un successo, tutto è andato secondo i piani ed all’interno dell’Olympic Stadium non ci sono stati imprevisti o incidenti particolari.

All’esterno però qualche problema c’è stato. Oltre allo spiacevole episodio ripreso dalle telecamere (nel video qui sopra) dove si vede un poliziotto che spruzza dello spray urticante in faccia ad un disabile in carrozzina per fare spazio alla macchina di David Beckham, ci sono stati anche dei problemi con chi si trovava in zona con una bicicletta. Scotland Yard ha confermato la notizia dell’arresto di oltre 100 ciclisti accusati di aver tentato di attraversare i cordoni di sicurezza in segno di protesta, aggiungendo di aver dovuto usare la forza per bloccare questi “attivisti” su due ruote che, secondo loro, cercavano di compromettere la buona riuscita della cerimonia.

Le cose però sono andate ben diversamente. La maggior parte dei ciclisti arrestati infatti è solo un gruppo di amanti della bicicletta che da anni si riunisce una volta al mese per fare una pedalata collettiva, non per protestare contro qualcosa, ma per gustarsi la città in modo ecologico e divertente. Ma non solo, alcune delle persone che si sono ritrovate a passare una notte in cella non sono altro che residenti della zona, colpevoli di avere scelto le due ruote come mezzo di trasporto per andare a vedere i fuochi d’artificio fuori dallo stadio.

Uno di questi è John R., un ragazzo che abita a pochi minuti da Stratford, che ci ha raccontato di come un’innocua uscita serale in bicicletta con la fidanzata si sia poi trasformata in un incubo kafkiano.

Ero andato sul fly-over di Bow verso le 9 di sera con l’intenzione di guardare i fuochi insieme alla mia ragazza, il traffico era tutto bloccato quindi ci siamo fermati e ci siamo seduti ad aspettare che la situazione migliorasse. Ad un certo punto siamo stati accerchiati da una quindicina di camionette, i poliziotti sono scesi e hanno detto a tutti quelli che avevano una bicicletta di non muoversi. Io gli ho risposto che con tutto quel traffico sarebbe stato difficile muoversi e comunque eravamo in un punto ideale per vedere i fuochi.

Dopo un po’ però abbiamo deciso di allontanarci per andare a prendere qualcosa da mangiare e i poliziotti invece ci hanno bloccato dicendoci che eravamo effettivamente in stato di fermo perché facevamo parte di un’azione sovversiva. Mi sembrava uno scherzo ma non lo era, tant’è che ci hanno spinto con un altro gruppo di ragazzi, ci hanno assegnato un poliziotto ciascuno e ci hanno comunicato di essere in stato di arresto in quanto avevamo infranto l’articolo “Section 12” (atto entrato in vigore lo stesso giorno alle 6 pm).

Dopo averci fotografato e dopo aver preso le nostre generalità ci hanno messo su un pullman fino alle 3 di notte, senza poter bere ne’ andare in bagno. Dopo varie proteste ci hanno concesso di scendere a fare i bisogni, mettendoci però le manette. Ci siamo poi ritrovati davanti alla stazione di polizia di Croydon, dove ci hanno fatto scendere e ci hanno raggruppati in uno spiazzale all’aperto.

A quel punto eravamo molto infreddoliti e stanchi, per fortuna dopo un’oretta ci hanno fatto entrare e dopo aver preso le nostre impronte digitali e campioni del nostro DNA ci hanno messo ognuno in una cella di 2m x 2m con aria condizionata e senza coperte. Erano ormai le 6:30 del mattino.

Ci hanno rilasciato dopo alcune ore (che in una cella sembrano secoli) dicendoci di tornare in questura a Settembre per un’intervista dove ci verrà detto se dovremo andare in tribunale o no. Nel frattempo non ci possiamo avvicinare a nessuno dei posti dove si svolgono i giochi olimpici: assurdo e surreale.

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