Scorie nucleari, 20mila tonnellate italiane in partenza per gli Usa

di Massimo Brignolo   Non se ne parla sui media italiani ma la notizia sta provocando un grande dibattito negli Stati Uniti, e più precisamente nello Utah: 20.000 tonnellate di scorie nucleari italiane di prima categoria ovvero a bassa radioattività come indumenti e parti strutturali contaminate dovrebbero imbarcarsi in direzione Stati Uniti nei prossimi mesi. Secondo WMC-TV,

 
Non se ne parla sui media italiani ma la notizia sta provocando un grande dibattito negli Stati Uniti, e più precisamente nello Utah: 20.000 tonnellate di scorie nucleari italiane di prima categoria ovvero a bassa radioattività come indumenti e parti strutturali contaminate dovrebbero imbarcarsi in direzione Stati Uniti nei prossimi mesi.

Secondo WMC-TV, EnergySolutions, un'azienda dello Utah specializzata nel trattamento di rifiuti nucleari ha fatto richiesta alle autorità competenti per l'autorizzazione all'importazione delle scorie, al loro trattamento in Tennessee ed al loro seppellimento nello Utah.

Sulla stampa locale si è scatenato il dibattito: il Daily Herald in un articolo di fondo obietta "mentre apprezziamo la Vecchia Europa non vogliamo i suoi rifiuti nucleari". La posizione è chiara, "i rifiuti nucleari devono essere trattati e stoccati dove sono stati creati. Il trasporto comporta rischi sostanziali".

Il Salt Lake Tribune dà voce ai sostenitori dell'affare: in testa il Governatore dello Utah che considera accettabile la cosa se "all'interno dei limiti di radiazione previsti dallo stato" affiancato chiaramente dai rappresentanti di EnergySolutions che sostengono che "i rifiuti non debbano essere classificati in base alla provenienza ma solo per il rischio di irradiamento che non dipende dal fatto che siano stati esposti in un'ospedale dell'Iowa o in un'impanto nucleare italiano".

Sempre il quotidiano di Salt Lake, alcuni oggi fa aveva presentato in un articolo le obiezioni all'autorizzazione, che il quotidiano stesso definisce "principalmente di natura filosofica": e vanno dal fatto che "le importazioni di rifiuti nucleari sono un male per gli Stati Uniti e lo Utah" e per l'industria del turismo al fatto che i rifiuti di prima categoria mantengono comunque la loro pericolosità per un centinaio di anni.