Per Rudy gli assassini sono due, per il Riesame Meredith uccisa da chi la conosceva bene

Rudy Hermann Guede, indagato per l’omicidio di Meredith Kercher, domani tornerà in Italia; forse potremo sperare in qualche notizia in più sull’omicidio di Meredith, anche se ad essere sinceri le sue versioni che continuano a cambiare (in pieno stile Amanda Knox) potrebbero anche rivelarsi inutili. Ancora non si conosce l’ora di arrivo di Rudy, anche

Rudy Hermann Guede, indagato per l'omicidio di Meredith Kercher, domani tornerà in Italia; forse potremo sperare in qualche notizia in più sull'omicidio di Meredith, anche se ad essere sinceri le sue versioni che continuano a cambiare (in pieno stile Amanda Knox) potrebbero anche rivelarsi inutili.

Ancora non si conosce l'ora di arrivo di Rudy, anche perchè le modalità del ritorno sono sotto stretto segreto, gestite dall'Interpol mediante un ufficiale di collegamento che porterà il giovane da Francoforte a Fiumicino. Qui lo prenderanno in consegna gli uomini della squadra mobile che lo trasferiranno nel carcere perugino di Capanne.

Scrive Rainews24 che "Il Messaggero" e "Il Mattino" riportano oggi il racconto dell'incontro tra Rudy Guede e il padre Roger durante la visita in carcere ieri in Germania, nel penitenziario tedesco di Mannheim.

"Voglio tornare al più presto in Italia e raccontare quello che so. Voglio indicare l'assassino di Meredith. L'ho visto, potrei riconoscerlo. Non era solo, con lui c'era qualcun altro".

"Papà ti giuro non sono stato io. Ero con Meredith, ci siamo baciati. Poi mi sono sentito male e sono andato in bagno e mi sono messo ad ascoltare l'i-Pod. Ho sentito qualcuno entrare e poi le urla di Meredith. Sono uscito ed ho visto quell'uomo" ha continuato Rudy, aggiungendo: "Un italiano poco piu' basso di me. Gli ho chiesto: che fai? E lui mi ha aggredito, mi ha anche ferito con il coltello e poi è fuggito". "Ho cercato di aiutare Meredith, c'era tutto quel sangue. Mentre ero li' -ha detto ancora- ho sentito un botto e delle voci fuori".

Rudy al padre ha raccontato di aver "sentito dei passi sulla ghiaia del vialetto", "quindi una persona che diceva ad un'altra: ho trovato quel negro, incolperanno lui, andiamo. Ho avuto paura, tanta paura e sono scappato via. Anche adesso ho paura, ma questa è la verita'".

Un racconto che tuttavia non convince gli inquirenti. Non solo per la dinamica, ma anche per lo strano comportamento di Rudy che, dopo aver vissuto questa scioccante esperienza, è andato serenamente a ballare.

Intanto per i giudici gli indizi suffragano e legittimano l'applicazione della misura cautelare per il reato di omicidio aggravato dalla contestualità della violenza di gruppo. Così il Tribunale del riesame di Perugia ha invece motivato la decisione di confermare il carcere carcere per Amanda Knox e Raffaele Sollecito in relazione all'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. E' quanto si legge nelle motivazioni depositate stamani del provvedimento con il quale è stata respinta l'istanza contro l'applicazione della custodia in carcere dei due indagati disposta dal gip Claudia Matteini. 

Sul riesame riportiamo la notizia pubblicata da Repubblica.

La gravità degli indizi "suffraga e legittima" l'applicazione della misura cautelare per il reato di omicidio, aggravato dalla contestualità della violenza di gruppo. Così il tribunale del riesame di Perugia motiva il provvedimento con cui nei giorni scorsi ha respinto l'istanza di scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito detenuti con l'accusa di aver ucciso Meredith Kercher.

La studentessa inglese fu uccisa da chi la conosceva bene: così scrivono i giudici del Riesame. Un dato "rafforzato" – secondo il collegio – dal "dato significativo" della mancanza di segni di effrazione alla porta di ingresso dell'appartamento di via della Pergola dove è avvenuto il delitto. "Tale elemento – si legge nelle motivazioni – postula che il carnefice non dovette esercitare alcuna violenza per entrare, avendo utilizzato le chiavi o essendo stato fatto entrare dalla stessa vittima".

E più avanti, i giudici del Riesame parlano di Amanda Knox "Priva di freni inibitori, potrebbe tornare a colpire". "Non può sottacersi la sussistenza di un concreto pericolo di reiterazione – scrive il tribunale – giacchè nel quadro della ricostruzione proposto, il ruolo di Amanda non può essere secondario". Della studentessa americana, i magistrati scrivono che è priva di freni inibitori, una giovane dalla multiforme personalità, fatta di spigliatezza e scaltrezza, non disgiunta da ingenuità, ma con una forte propensione scenica e un'elevata, si direbbe fatale, capacità di aggregazione. Si tratta di segnali – scrive il Riesame – che impongono il massimo della cautela".