Ore 12 – Quasi caos: o “tregua” bipartisan o elezioni!

L’ultimo sondaggio (Emg) toglie il respiro: l’area del non voto e degli indecisi è attorno al 45%. C’è da scommettere che le inandescenti vicende del “bunga bunga” fanno schizzare la cifra verso il fatidico 50%. In altre parole, oramai metà degli elettori non crede più nella politica e non vuole esprimere il diritto-dovere del voto.

L’ultimo sondaggio (Emg) toglie il respiro: l’area del non voto e degli indecisi è attorno al 45%. C’è da scommettere che le inandescenti vicende del “bunga bunga” fanno schizzare la cifra verso il fatidico 50%.

In altre parole, oramai metà degli elettori non crede più nella politica e non vuole esprimere il diritto-dovere del voto.

Il Paese reale, stretto dalla crisi, deluso dalle false promesse, irritato dai continui scandali di vario tipo e dalla politica muscolare, è stufo e mette in atto la più eloquente delle proteste: l’abbandono delle urne.

A questo punto, le alternative sono poche: o si raggiunge un accordo bipartisan che congeli pro tempore le guerre trasversali e intestine impegnandosi concretamente sui nodi di fondo dell’Italia, o si va, dopo una crisi di governo da aprire subito, quanto prima al voto.

Tutto il resto è irresponsabile manfrina: tempo perso che incancrenisce ancora di più la situazione già pesantissima e crea uno strappo lacerante alla democrazia.

Ma, oggettivamente, credere a un accordo trasversale fra maggioranza e opposizione è utopia. Non resta che l’opzione del voto anticipato. E’ Berlusconi per primo, a dover dimostrare un atto di “responsabilità” politica e istituzionale, rassegnando le dimissioni. Poi il capo dello Stato potrà agire di conseguenza.

L’attuale agonia porta al caos. E ognuno, prima o poi, dovrà risponderne.