Berlusconi a rischio deriva: Bossi pronto al “colpaccio”?

Anche Umberto Bossi non ne può più di questa maggioranza che non si sa più cos’è e dov’è e di un governo “del fare” oramai inesistente, sotto il tiro dei finiani. E poi c’è Silvio Berlusconi: ogni giorno che passa più una zavorra che una risorsa. Ci mancava l’ultima “ombra” del bungabunga che nell’immaginario collettivo

Anche Umberto Bossi non ne può più di questa maggioranza che non si sa più cos’è e dov’è e di un governo “del fare” oramai inesistente, sotto il tiro dei finiani. E poi c’è Silvio Berlusconi: ogni giorno che passa più una zavorra che una risorsa.

Ci mancava l’ultima “ombra” del bungabunga che nell’immaginario collettivo (specie a livello internazionale) prefigura un premier, oltre che ballista, quanto meno poco dignitoso, per non dire oramai impresentabile.

Dal “Non si può vivacchiare”, il Senatur è passato in queste ore al “Qui è un gran casino”. Il capo del Carroccio teme che alla fine (anzi molto presto) Berlusconi sarà costretto a lasciare Palazzo Chigi e che l’ondata negativa, oltre a sconquassare il Pdl, potrebbe travolgere anche il suo partito.

E, comunque, Bossi fiuta aria di smottamento imminente e di grave pericolo, fino a dubitare che il tanto declamato federalismo si faccia davvero. Perciò medita la svolta, cioè la crisi di governo, con elezioni anticipate prima possibile, forse già a febbraio.

Ma se Bossi sente aria di bruciato, è capace di tutto: anche sostenere un governo tecnico guidato da Tremonti con l’appoggio del … Pd. Il Cavaliere, presto, avrà più tempo per pensare alle … marocchine.

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