Ore 12 – Pd sotto il 25%: partito dei “rottamatori” o partito “rottamato”?

Più Bersani cerca di ridare credibilità e forza al suo partito e più riceve secchiate d’acqua gelata, da ko. Il responso dei sondaggi (in questo caso Ipsos per Ballarò) è impietoso e taglia le gambe ad ogni illusione: il Partito democratico non decolla e anzi scende addirittura sotto il 25%, per la precisione un misero

Più Bersani cerca di ridare credibilità e forza al suo partito e più riceve secchiate d’acqua gelata, da ko.

Il responso dei sondaggi (in questo caso Ipsos per Ballarò) è impietoso e taglia le gambe ad ogni illusione: il Partito democratico non decolla e anzi scende addirittura sotto il 25%, per la precisione un misero e allarmante 24,2%.

Da tutto il “casino” del premier, del governo e della maggioranza, il risultato è un mare di indecisi: oggi il 40%! Ma in questa situazione di debacle della destra, il Pd non guadagna nulla. Perché?

Forse è vero che la sinistra (Vendola, Grillo, ex comunisti, socialisti, radicali ecc.) sta cannibalizzando il Pd, “costretto” pertanto a riposizionarsi al centro.

Di fatto, il partito di Bersani non può o non vuole passare il Rubicone: non ha il coraggio di essere davvero il soggetto moderno e riformatore del centrosinistra, perché ossessionato da quei consensi che alla sua sinistra si frammentano e non si ampliano.

Invece di pescare nel mare degli elettori in fuga da Berlusconi, la sinistra è impegnata a rubarrsi voti l’un l’altro. E’ un film già visto. La coperta è corta, se la tiri troppo da una parte si scopre l’altra.

Nel frattempo i “giovani rottamatori” Renzi, Civati, Serracchiani preparano la ghigliottina per i vari D’Alema, Bersani, Marini, Veltroni e compagnia cantante. Cambiare tutto per non cambiare niente.

A dimostrazione che le idee non fioriscono a seconda della data di nascita e che l’autolesionismo è davvero l’unica arte del partito dall’amalgama non riuscita. Amen.