Lodo Alfano: e Berlusconi cambiò idea di nuovo…

Solo due giorni fa annunciavamo con enfasi che il Premier Silvio Berlusconi si era dichiarato stufo dell’eterno tira e molla sul Lodo Alfano e intendeva ritirarlo. Ora la situazione è nuovamente cambiata, vediamo perché.La realtà è che il Cavaliere non può permettersi di rinunciarvi, e questo indipendentemente dall’eterno dibattito se sia colpevole dei reati ascrittigli

di luca17


Solo due giorni fa annunciavamo con enfasi che il Premier Silvio Berlusconi si era dichiarato stufo dell’eterno tira e molla sul Lodo Alfano e intendeva ritirarlo. Ora la situazione è nuovamente cambiata, vediamo perché.

La realtà è che il Cavaliere non può permettersi di rinunciarvi, e questo indipendentemente dall’eterno dibattito se sia colpevole dei reati ascrittigli o meno. Su questo non vogliamo entrare nel merito: tanto se n’è scritto e la diatriba alla fine è sempre la stessa, tra chi sostiene che non è mai stato condannato e chi dice che è accaduto solo a causa di prescrizioni e leggi ad personam eccetera eccetera.

Il punto qui come sempre è l’anomalia Berlusconi. A costo di ribadire vecchi discorsi, ricordiamo per l’ennesima volta che un imprenditore di quel livello al potere porta con sè uno strascico di situazioni poco chiare che sono alla base della sua caccia alla posizione. Quindi chi voglia scavare troverà sempre innumerevoli questioni su cui fare luce, che siano finanziamenti di grande entità, rapporti con politici o altri potenti di dubbia fama.

Se al posto di Berlusconi ci fosse la Marcegaglia, per esempio, si farebbe un gran can can sui presunti conti segreti di cui parlava Repubblica. Se ci fosse un Agnelli be’, le cose da dire sarebbe talmente tante che non basterebbe un romanzo intero.

Lo fanno tutti, dunque Berlusconi è innocente? Proprio per niente, ed è giustissimo indagare su di lui. Ma quel che ne va di mezzo è la governabilità del paese, e questo è un dato di fatto. Berlusconi non può cambiare idea sul Lodo perché se già così il Governo è quasi immobile, figuriamoci cosa succederebbe se si riaprissero le vertenze sui casi Mills, la questione della pubblicazione della conversazione Fassino/Unipol sul Giornale, la presunta evasione fiscale Mediaset e compagnia bella.

E d’altra parte ormai il destino è segnato. Raggiungere i 2/3 dei voti in Parlamento è impossibile, e il successivo referendum è tutto da vedere che dia la maggioranza ai sostenitori del Lodo.

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