Rassegna stampa estera: la Mafia e Berlusconi

Tra i più tipici prodotti di esportazione del nostro paese, oltre a prelibatezze culinarie come la pizza e la pasta, va certamente annoverata l’organizzazione criminale denominata “Mafia”. In quanto tale, essa occupa un posto d’onore sulle pagine dei quotidiani stranieri che prendono in considerazione l’Italia. L’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel, per esempio, ha tratto spunto


Tra i più tipici prodotti di esportazione del nostro paese, oltre a prelibatezze culinarie come la pizza e la pasta, va certamente annoverata l’organizzazione criminale denominata “Mafia”. In quanto tale, essa occupa un posto d’onore sulle pagine dei quotidiani stranieri che prendono in considerazione l’Italia.

L’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel, per esempio, ha tratto spunto dalla morte di Angelo Vassallo per ragionare sulla diffusione del fenomeno mafioso in Italia, in Europa e in Germania:

“Finché il sangue non scorre per le strade, nessuno crede alla mafia”, si lamenta Francesco Forgione, l’ex capo della commissione parlamentare anti-mafia sotto il governo Prodi. “La morte di Vassallo mi fa arrabbiare, mostra che la società non ha ancora sviluppato sufficienti anticorpi contro la criminalità organizzata e che le autorità lo hanno lasciato solo”.

Forgione – riccioli scuri, la barba brizzolata di tre giorni, occhiali dalla linea sobria – vive nel suo appartamento mansardato a Roma, da cui si gode una magnifica vista sulla città. Sorseggia con indifferenza un espresso calabrese molto forte e sospira profondamente. “Anche le autorità tedesche hanno chiuso gli occhi di fronte alla realtà, finché la strage di Duisburg nell’agosto del 2007 non ha risvegliato bruscamente tutti “. Già nel gennaio del 2000 la polizia investigativa federale redasse un rapporto molto dettagliato sulle attività della mafia calabrese a Duisburg dal titolo “Analisi: San Luca”. Un’ eccellente e completa sintesi delle attività illegali della ‘Ndrangheta, ma priva di conseguenze. Il problema è stato recepito come essenzialmente italiano, fino a quando ci si è ritrovati con i sei cadaveri stesi a terra davanti al ristorante «Da Bruno». “All’improvviso è diventato anche un problema tedesco”, dice Forgione tamburellando con la punta delle dita sul tavolo davanti a sè.

Il portoghese “Expresso“, invece, ha parlato di Mafia in relazione alla foto di un Silvio Berlusconi molto-seventies-con-pistola comparsa su “L’Espresso” qualche tempo fa:

A quei tempi la vita dell’industriale non era facile. La Mafia aveva la mania di perseguitarli chiudendoli nel cofano di una Fiat 128, per portarli a prendere aria. A visitare i laghi del nord. Ad alcuni piaceva tanto che restavano là, immersi, a guardare la fauna e la flora. Questa foto è stata pubblicata da L’Espresso con un’intervista al fotografo Roveri. Il giornale racconta che, mentre stava digitalizzando il suo archivio, Roveri si è imbattuto in questa perla. Un “pistolero” che, per caso o forse no, è diventato Primo Ministro. (..)Racconta ancora il fotografo che durante il servizio Berlusconi non permise interruzioni. Neanche dal sindaco di Milano. Solo una chiamata di Marcello Dell’Utri, suo socio e braccio destro, e fino a poco tempo fa senatore. Dell’Utri è stato condannato nel 2010 a sette anni di carcere per, figuratevi, legami con la Mafia. Tutta brava gente. Secondo Euronews il “Pubblico Ministero basò le accuse sulle dichiarazioni dell’ex mafioso Gaspare Spatuzza. Spatuzza aveva riferito che il capo di Cosa Nostra Guseppe Graviano aveva detto durante una riunione nel 1994 a Roma che Dell’Utri era il braccio destro di Berlusconi e il suo intermediario nelle trattative con Cosa Nostra”. Ottimo. Inoltre nei folli anni ‘70 Berlusconi aveva assunto, per tenerlo in casa, un tale Vittorio Mangano, né più né meno che un affiliato della Mafia di Palermo, poi condannato per aver ucciso due persone. Morì in carcere. Mangano sarebbe stato il salvacondotto affinché Berlusconi non finisse nel cofano di una Fiat. Ovviamente negò di conoscere il passato di Mangano. Il ragazzo dev’essere stato assunto tramite la Michael Page… Strani collegamenti. E’ gente di questo tipo che aiuta a governare l’Europa. Che meraviglia.

La foto ha attirato perfino l’attenzione del britannico Guardian, che ha scritto:

Una foto poco conosciuta del 1977 di Silvio Berlusconi è stata pubblicata dal settimanale L’Espresso e ritrae il miliardario Presidente del Consiglio italiano con una pistola poggiata casualmente sulla sua scrivania. Che cosa ci dice su quest’uomo una Magnum Smith & Wesson .357? “Si vuole mettere in mostra comunicando che è una persona molto importante e che ha una forza superiore a quella di tutti gli altri o la sta usando per mandare un messaggio alla stampa, cioè che ha un’effettiva possibilità di auto-difendersi”, dichiara un esperto di armi da fuoco. Ideata nel 1934 da Elmer Keith, un fattore e cacciatore dell’Idaho e da Phillip Sharp, per un’industria di armi leggere, la Smith and Wesson è stata poi commercializzata negli anni seguenti come un potente mezzo per le contrattazioni con le bande armate che avevano iniziato ad indossare giubbotti anti-proiettili. Questo nuovo prodotto, che con orgoglio si riteneva capace di oltrepassare il giubbotto anti-proiettili, è stato prontamente riconosciuto da parte delle forze armate come l’arma più efficace di tutti i tempi. L’allora capo dell’FBI, J. Edgar Hoover, aveva introdotto questo primo modello.

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