Quel bravo ragazzo di nome Azouz Marzouk: il giochetto è finito?

Quello di Azouz Marzouk è uno di quei casi in cui è comodo ritirare fuori un post che avevamo già scritto. Non per dire “Ve l’avevamo detto”, non per dire “ci avete criticato ma alla fine avevamo ragione noi”, solo per ribadire un concetto già espresso. Ci sono personaggi che appaiono in un modo ed

Quello di Azouz Marzouk è uno di quei casi in cui è comodo ritirare fuori un post che avevamo già scritto. Non per dire "Ve l'avevamo detto", non per dire "ci avete criticato ma alla fine avevamo ragione noi", solo per ribadire un concetto già espresso. Ci sono personaggi che appaiono in un modo ed in realtà sono altro. Non tutti, però, riescono a cogliere questo aspetto.

Per il caso di Azouz, comunque vada a finire la vicenda per traffico di droga, crediamo che le intercettazioni possano chiarire che tipo di personaggio fosse.

Allora vediamo quali sono quelle frasi che fanno rabbrividire, più sotto invece riportiamo il famoso post sulla figura di Azouz. Lasciamo da parte i soldi guadagnati per fare sesso – perchè lui era diventato una star e l'uomo famoso attira sempre – e non concentriamoci sui tanti vip citati da Azouz che – per volontà degli inquirenti – sono stati lasciati fuori dalla trascrizioni per non creare un nuovo caso mediatico nel mondo dello spettacolo.

Concentriamoci piuttosto su altri aspetti, più gravi e inquietanti. 

«Milano è una città che non mi piace proprio — si lamenta lui in una intercettazione ambientale —. È un posto dove non mi trovo bene. E poi gli arabi che girano per Milano hanno tutti delle macchine così brutte… A me piacciono le Bmw, le Audi, le Porsche. Un giorno o l'altro me ne torno in Tunisia con una di queste che sembro un pascià (…) Quando vedo delle belle macchine io non capisco più niente. Mi piacciono solo quelle che in prima arrivano a 70 all'ora…». Non sono ancora passati tre mesi dai funerali di sua moglie e suo figlio. Dai giorni in cui lui si spazientiva al telefono: «Ma che cosa vuoi che me ne freghi della bara com'è, bianca marrone…». Era il 19 gennaio.

Il 15 aprile, per esempio. Lui e altri due cercano il punto esatto dov'è stata seppellita la «roba» da spacciare. Azouz si arrabbia con uno dei due: «Ma come fai ad averlo scordato? Io che la vendo mi tocca anche cercarla… ».

E poi:

Questi sono stati i mesi più belli della mia vita, mi hanno proposto di lavorare in cambio di sesso. Sono arrivati persino a dirmi: quanto vuoi per una scopata?.

Oppure:

E' il 4 gennaio — giorni in cui ancora non erano stati individuati gli autori della strage di via Diaz, Olindo e Rosa Romano, arrestati solo la settimana successiva — quando Azouz si apparta in auto con una giovane donna, e le ambientali registrano tutto, anche la frasi di rassicurazione che lui rivolge a lei per toglierla dall’imbarazzo di quel momento.

A livello legale queste intercettazioni possono non dimostrare nulla, a livello etico e morale speriamo di sì. Ecco perchè riportiamo il post a cui abbiamo accennatto all'inizio.

Scrivevamo l'11 ottobre…

Quando si parla della strage di Erba il primo pensiero va a quattro innocenti morti. Il secondo pensiero ai coniugi Romano, che con un colpo di scena ieri si sono dichiarati innocenti. Il terzo, purtroppo, va rivolto alla figura di Azouz Marzouk, il padre del piccolo Youssef, scomparso nel massacro di Erba.

Già, perchè Azouz da allora è diventato un personaggio. Non ha tentato di sfondare nel mondo dello spettacolo con modalità simili a quelle delle Gemelle k, ma attraverso una strategia "invisibile" ha acquistato notorietà stringendo rapporti con personaggi che sanno bene come far fruttare l'esposizione mediatica: e queste persone hanno nomi e cognomi: Fabrizio Corona e Lele Mora.

Ricorderete la notizia della sua presunta sfilata a pochi giorni dalla strage, ricorderete le polemiche sullo scoop venduto a Corona al momento del funerale, avete sotto gli occhi la quotidiana esposizione mediatica di questo ragazzo che si presenta alle telecamere con vestiti alla moda e grandi occhiali firmati che gli coprono metà volto in stile "mosca".

Azouz, appena può, va in televisione. Lo ha fatto per i tg, lo ha fatto ieri sera a Matrix; l'inizio del processo è stato per lui l'ennesima occasione per mostrarsi: acquisendo fama.

Ieri, appena arrivato a Como, per assistere alla prima udienza del processo, è sceso dall'auto ed è subito stato preso d'assalto da fotografi e giornalisti, ma anche da persone comuni che volevano una sua foto sul cellulare.

Le sue provocatorie parole sulla condanna a morte per i Romano l'hanno fatto balzare sulle prime pagine, il tutto mentre un amico lo accompagnava al processo. E l'amico di cui parliamo è tale Franco Ribaro, proprietario della discoteca Coconut di Eupilio, assieme al quale Azouz ha studiato un progetto: aprire un nuovo locale che possa fare concorrenza al Billionaire di Flavio Briatore.

Azouz è una stella nascente, è grande amico di Corona e Lele Mora, che lo hanno chiamato proprio ieri per mostrare la propria vicinanza in un momento così difficile. A casa di Lele Mora Azouz passa le vacanze; spesso il papà del piccolo Youssef si deve fermare per strada a firmare autografi.

Azouz sta sfruttando la sua esposizione mediatica, ma soprattutto il malcostume italiano che vede una celebrità in chiunque compaia in tv: poco importa se quel passaggio sul piccolo schermo è dovuto ad un fatto di cronaca.

Una triste abitudine che è benzina sul fuoco dello star system nostrano, fatto di notorietà discutibile e spesso inconcepibile.