Berlusconi e il dominio dell’agenda: Camera e Senato bloccati

Vedete cosa accade a votare un narcisista con qualche non lieve mania di grandezza? Tutto si blocca, e i suoi problemi diventano quelli di tutti gli italiani, anche se gli italiani di problemi ne avrebbero ben altri. Alludo naturalmente a Silvio Berlusconi e a un ottimo pezzo di Sergio Rizzo uscito oggi sul Corriere –

Vedete cosa accade a votare un narcisista con qualche non lieve mania di grandezza? Tutto si blocca, e i suoi problemi diventano quelli di tutti gli italiani, anche se gli italiani di problemi ne avrebbero ben altri.

Alludo naturalmente a Silvio Berlusconi e a un ottimo pezzo di Sergio Rizzo uscito oggi sul Corriere – ne trovate uno stralcio dopo il salto – in cui si prova a fare una radiografia dell’operato di Camera e Senato negli ultimi mesi.

Vediamo di approfondire…

Sergio Rizzo ci spiega che dal 1° gennaio l’Aula di Montecitorio si è riunita appena 126 volte – oggi, 26 ottobre, è il 299° giorno dell’anno, sarebbe il 300° se fossimo in un anno bisestile – il Senato 92.

Per rendersi conto dell’apatia nella quale sono immerse le Camere è sufficiente dare uno sguardo ai calendari. Il Senato sarà impegnato nella discussione di mozioni sulla politica agricola comune, poi di risoluzioni, interrogazioni e interpellanze. Invece la Camera, quando la vacanzina sarà finita, dovrà fare i conti con le norme di «sostegno agli agrumeti caratteristici».

Senza contare il trasferimento della Consob da Roma a Milano, preteso dalla Lega. Tutto questo, naturalmente, sempre che l’esecutivo non decida di sconvolgere il ruolino di marcia. Ma nemmeno il governo «del fare» di Silvio Berlusconi, che pure ha appena ripromesso una raffica di riforme, sembra percorso da un frenetico attivismo. Per dirne una, è da 117 giorni che aspettiamo la nomina del presidente Consob. Se non si riesce a fare quella, figuriamoci la riforma fiscale…

Cinque mesi sono passati da quando il presidente della Camera Gianfranco Fini sbottò pubblicamente («a meno che il governo non presenti qualche decreto c’è il rischio di una paralisi dell’attività legislativa della Camera!»), scandalizzato per il fatto che il lavoro dei parlamentari era ormai limitato a due giorni la settimana, e nulla è cambiato. Nei 298 giorni trascorsi dal primo gennaio l’assemblea di Montecitorio si è riunita 126 volte. Quella di Palazzo Madama ancora meno: 92.

ecco: questo è il governo del fare dal quale riceveremo il volume propagandistico “Due anni di Governo”. Ricordatevelo, quando vi arriva in casella. Perché ho come l’impressione che per dei ddl di cui all’Italia non può importare di meno il tempo si trovi sempre – pensate al ddl Alfano intercettazioni, alla riforma della giustizia: non sono vere esigenze dal Paese, nascono da esigenze ben più prosaiche – o lo si trovi sempre o comunque per parlarne, per chiacchierare, per perdere tempo.

Ma magari è solo la mia impressione, potrei sempre sbagliarmi. Per una ventina di leggi ad personam dal 1994 a oggi, il tempo si è sempre trovato.

Foto | Flickr

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