Marchionne e la Fiat in Italia: zero utili

Mi perdonerete il titolo un po’ “mourinhiano” ma in buona sostanza è questo che ha detto l’ad Fiat Sergio Marchionne ieri a Che tempo che fa, intervistato da Fabio Fazio. E se vogliamo è la scoperta dell’acqua calda, anche se le parole hanno sempre un peso.«Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia… e

di luca17


Mi perdonerete il titolo un po’ “mourinhiano” ma in buona sostanza è questo che ha detto l’ad Fiat Sergio Marchionne ieri a Che tempo che fa, intervistato da Fabio Fazio. E se vogliamo è la scoperta dell’acqua calda, anche se le parole hanno sempre un peso.

«Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia… e non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre.»

Siamo quindi alla solita diatriba, per cui il gruppo torinese sottolinea come gli utili si facciano all’estero, grazie a basso costo del lavoro e soprattutto (dicono) livello di efficienza e produttività delle fabbriche (vedi Polonia). Di contro c’è invece l’argomento che il Lingotto ha goduto di decenni di aiuti di stato e quindi non può abbandonare il nostro paese a se stesso. Proprio riguardo a questo Marchionne risponde:

«Non voglio ricevere un grazie, ma non voglio nemmeno essere accusato di avere avuto aiuti di Stato. Gli incentivi sono soldi che vanno ai consumatori: aiutano parzialmente anche me, ma in Italia sette macchine comprate su dieci sono straniere. Con i soldi dello Stato americano risaneremo Chrysler. E ripagheremo il governo Usa con gli interessi e tutto. Gli aiuti ricevuti dallo Stato italiano li abbiamo ripagati»

Proprio quest’ultima affermazione sarebbe ampiamente discutibile. Così come sarebbe da rivedere il concetto per cui l’Italia debba mantenere a tutti i costi l’unico vero grande marchio industriale rimastole.

O no?