Report, il caso Antigua e Berlusconi: quale libertà di informazione in Italia?

.Sono giorni di fuoco: riforma della giustizia, gli scontri di Terzigno, la battaglia televisiva. Giorni che vedono accendersi più scontri frontali, e dove si delinea un’assoluta inconciliabilità tra due o più visioni della democrazia italiana. Soffermiamoci sulla tempesta che infuria nel mezzo televisivo, al centro di più contese, che hanno ancora più risalto pensando alle

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Sono giorni di fuoco: riforma della giustizia, gli scontri di Terzigno, la battaglia televisiva. Giorni che vedono accendersi più scontri frontali, e dove si delinea un’assoluta inconciliabilità tra due o più visioni della democrazia italiana. Soffermiamoci sulla tempesta che infuria nel mezzo televisivo, al centro di più contese, che hanno ancora più risalto pensando alle elezioni prossime a venire.

Domenica Report, trasmissione seria e per questo con una buona reputazione, manda in onda una puntata – come ci ha raccontato V.– su Emerald Cove e gli investimenti di Silvio Berlusconi alle Antille. Una faccenda maledettamente seria, visto che riguarda il premier. Al solito Report affronta l’argomento con rigore e precisione.

Le reazioni politiche, in ordine: prima Ghedini tenta di non far andare in onda la trasmissione, poi Silvio Berlusconi querela Report per diffamazione. La reazione della Gabanelli?

Se Berlusconi si sente diffamato ha tutto il diritto di citarmi. Dico però che mentre lui può portarmi in tribunale, io non potrei farlo e questa è la differenza tra me e lui.

Immagine|Flickr

Come sottolineato da Marco Travaglio ieri sera ad Anno Zero, è perlomeno inquietante la sproporzione di mezzi nella contesa: un Presidente del consiglio, proprietario di televisioni giornali ed editori, che sta per farsi una legge che lo rende immune a qualsivoglia processo, usa le aule dei tribunali per querelare dei giornalisti.

Gli stessi giornalisti che non possono farlo, come afferma la Gabanelli: siamo al capolinea, ovvero la persona più potente in Italia che in tribunale ci può entrare solo come accusatore, e non come accusato.

La Rai, in totale disfatta, basti vedere il caso Saviano o Minzolini ripreso dall’Authority per le comunicazioni, non fa nulla per proteggere i suoi programmi più apprezzati, che si trovano da soli a dover combattere contro tutto e tutti: come farà Report in futuro volesse tornare sul caso di Antigua?

Il web è in rivolta contro questo ennesimo abuso di potere del governo Berlusconi: sulla pagina Facebook di Report, che conta più di 143mila iscritti, i messaggi di solidarietà sono numerosissimi, anche da parte di persone che si dichiarano di centro destra, un’altra sempre su Facebook a nome Sosteniamo Milena Gabanelli ne conta già più di 100.000.

Il senatore Vincenzo Vita del Pd su Articolo 21 chiosa:

“Un presidente del Consiglio che querela una trasmissione televisiva non esibisce né forza né coraggio, bensì una grande debolezza e non è un caso. Report ha dato informazioni circostanziate. A queste ultime è ovviamente legittimo replicare. Ma la querela è tutt’altra cosa. Fatta da un premier è una durissima forma di censura.

Ci si può attendere che la Rai risponda, tutelando la sua autonomia dal governo e i suoi professionisti. Stiamo vivendo in Italia un passaggio delicatissimo per la democrazia, con rischi enormi da non sottovalutare”

In questo contesto, come segnala Non leggere questo blog, la notiziona è una e una sola: tenetevi forte, a Roma martedì 26 ottobre si terrà un’irrinunciabile convegno sulla libertà di stampa, così maltrattata in Italia. Organizzato da Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Denis Verdini e Daniela Santanché, ospiti Vittorio Feltri, Marcello Veneziani, Maurizio Belpietro, Giorgio Mulè e Giuliano Ferrara. E’ tutto vero.

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