Riforma giustizia governo Berlusconi: cosa cambia

Dopo il Lodo Alfano, a breve arriverà la riforma della giustizia? Vediamo: Angelino Alfano, fedelissimo dei berluscones che sta scalando posizioni nell’inner circle del cavaliere ha quasi tutto pronto, le bozze esistono e le consultazioni ai piani alti proseguono da settimane Liana Milella su Repubblica scrive:Una rivoluzione in negativo per la magistratura. Riassumibile in pochi

Dopo il Lodo Alfano, a breve arriverà la riforma della giustizia? Vediamo: Angelino Alfano, fedelissimo dei berluscones che sta scalando posizioni nell’inner circle del cavaliere ha quasi tutto pronto, le bozze esistono e le consultazioni ai piani alti proseguono da settimane

Liana Milella su Repubblica scrive
:

Una rivoluzione in negativo per la magistratura. Riassumibile in pochi concetti: le toghe divise, il pm privato della polizia e dell’obbligatorietà, perfino eletto dal popolo, il Csm depotenziato e messo nelle mani della politica, il Guardasigilli rafforzato e con ampi poteri. Scorriamo la bozza di Alfano per scoprire come vuole riscrivere il titolo quarto della Costituzione che non si chiamerà più “la magistratura”, ma “la giustizia”. Perché, dice il ministro, “le norme riguardano non solo l’ordine giudiziario, inteso come corporazione, ma un bene essenziale per la vita dei cittadini e per la nazione”. Per il bene di entrambi cade la mannaia sulla magistratura

Ci siamo fino a questo punto? Ecco, perché per Fini e FLI, le cose non vanno molto bene…

Pensate un attimo: i finiani “cedono”, o se non cedono comunque deludono il loro potenziale elettorato sul Lodo Alfano, ma strategicamente ora sono in vantaggio. Perdono sul breve termine in termini di consenso, ma il breve termine, se non nelle settimane che precedono le elezioni è ininfluente.

Gli italiani si dimenticano di tutto molto in fretta e si dimenticheranno anche di questo. Dicevamo: cedono su questo, per dare battaglia su altro. Cioè sulla riforma della giustizia caldeggiata da Berlusconi e “firmata” da Angelino Alfano. Ecco cosa si legge riguardo alle reazioni di FLI sul Sole24Ore:

«No» al cambiamento delle funzioni del Csm e soprattutto alla prevalenza della componente laica (politica); «No» a togliere la polizia giudiziaria dal controllo dei Pm; «No» al rafforzamento dei poteri disciplinari e ispettivi del ministro della Giustizia: sono questi i principali «no» dei finiani alla riforma della Giustizia, che si riassumono in un «no» più generale a provvedimenti che impongano la subalternità della magistratura al potere esecutivo e alla politica. Unica concessione: la separazione delle carriere e del Csm.

I “no” sono un po’ tantini, non trovate?

Foto | AngelinoAlfano.it