Inchiesta Ior: le operazioni sospette della banca di Dio

Continuano le indagini sullo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione nato nel 1942 sulla spinta di Pio XII. Non è la prima volta nella storia della finanza che “la banca di Dio” ha qualche problema con la giustizia. Se in passato però era stata una tempesta, questa volta sembra una leggera pioggia. Al centro


Continuano le indagini sullo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione nato nel 1942 sulla spinta di Pio XII. Non è la prima volta nella storia della finanza che “la banca di Dio” ha qualche problema con la giustizia. Se in passato però era stata una tempesta, questa volta sembra una leggera pioggia.

Al centro dell’inchiesta – partita nel settembre scorso con il sequestro di 23 milioni di euro – che ora si allarga, alcune operazioni sospette in cui lo Ior avrebbe violato le norme antiriciclaggio. Riemergono anche nomi già sentiti ai tempi della “cricca” – vi ricordate? Anemone, Balducci… – e passaggi di denaro opachi.

Dopo il salto cerchiamo di spiegarvi cosa sta succedendo al Torrione Niccolò V, sede dell’istituto in Vaticano: se invece volete prima farvi una piccola cultura, rileggete questo pezzo del 2008 di Curzio Maltese che ho trovato nell’archivio di Repubblica, molto ben fatto.

Per inquadrare la situazione è molto utile questo pezzo del Sole24Ore, decisamente ben informato e ricco di dettagli utili

Restano sotto chiave i 23 milioni sequestrati in via preventiva dalla Procura di Roma allo Ior su un conto aperto presso il Credito Artigiano. Le indagini dei pm, intanto, si allargano ad altre operazioni sospette: una serie di bonifici per 900mila euro, risalenti al 2009. Sul primo fronte, il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro avanzata dall’avvocato Vincenzo Scardamaglia, che assiste il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, e il dg Paolo Cipriani, indagati per omesse comunicazioni in violazione della normativa antiriciclaggio

I giudici non hanno ritenuto convincenti le spiegazioni e i ventitré milioni sono rimasti sotto sequestro. Ma l’inchiesta si è allargata ad altre operazioni. La Stampa ci spiega quali siano le due operazioni sotto osservazione:

Due, in particolare, i casi esaminati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Stefano Rocco Fava: riguardano assegni per 300 mila euro incassati su un conto dello Ior presso un’agenzia Unicredit (novembre 2008) ed un prelievo di 600 mila euro fatto da un conto aperto in Intesa San Paolo (ottobre 2008). Quanto alla prima vicenda, gli inquirenti avrebbero accertato che il titolare del conto sarebbe un religioso, ma a negoziare gli assegni, i cui fondi provengono da San Marino, è un prestanome fittizio, Maria Rossi, indicata come la madre del reverendo, ma risultata, di fatto, inesistente.

Occhio che ora arrivano i nomi noti, ovvero quelli collegati alla cricca, Repubblica ci offre qualche spunto per capire in che modo siano coinvolti gli imprenditori al centro dello scandalo grandi appalti di qualche mese fa

La Uif ha comunicato alla procura che, nel solo 2009, sul conto aperto presso Intesa SanPaolo sono stati movimentati 140 milioni di euro in contanti. Tra i beneficiari dei bonifici c’è anche don Evaldo Biasini, economo della congregazione dei missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù, già coinvolto nell’inchiesta della procura di Perugia sui lavori per il G8 della Maddalena e sugli altri eventi affidati alla Protezione Civile. Secondo i pm perugini, don Evaldo era il custode dei fondi neri dell’imprenditore Diego Anemone

Il nome di Don Evaldo Biasini dovrebbe farvi suonare un campanello: perché era la cassaforte dei fondi neri di Anemone, come si legge in questo pezzo dell’epoca, di Blitz Quotidiano

Dietro a un quadro che rappresenta scene religiose, i carabinieri del Ros hanno infatti trovato la cassaforte con un milione di euro circa, tra contanti e assegni. Denaro che il sacerdote custodiva gelosamente e prelevava ogni volta che Anemone ne aveva bisogno. Don Biasini, secondo le accuse, era il cassiere per i pagamenti in nero dell’imprenditore, socio di maggioranza anche del Salaria Sport Village di Roma

Foto | Flickr

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