Congedo obbligatorio per i neo-papà: l’Europa prepara la fine della discriminazione tra i genitori

Finalmente dall’Europarlamento arrivano dei segnali positivi, dopo innumerevoli leggi, leggine e imposizioni perlopiù incomprensibili e vessatorie nei confronti degli operatori di settore (quello alimentare in primis).È allo studio e presto imboccherà l’iter parlamentare una legge che prevede una riforma storica del congedo parentale, nel senso di una più ampia parità di trattamento tra i sessi

di luca17


Finalmente dall’Europarlamento arrivano dei segnali positivi, dopo innumerevoli leggi, leggine e imposizioni perlopiù incomprensibili e vessatorie nei confronti degli operatori di settore (quello alimentare in primis).

È allo studio e presto imboccherà l’iter parlamentare una legge che prevede una riforma storica del congedo parentale, nel senso di una più ampia parità di trattamento tra i sessi (nei limiti naturali, ovviamente) e meno discriminatoria verso il sesso maschile.

Sarà infatti previsto un congedo minimo di 15 giorni con paga al 100% per i padri, anche se non sposati, mentre anche le madri avranno un miglioramento del trattamento economico durante il periodo della maternità in tutti quei paesi in cui sia prevista una riduzione.

Uno di questi – inutile dirlo – è l’Italia, dove le mamme subiscono una riduzione all’80%. Il progetto prevede invece che continuino a percepire il 100% almeno per la prima frazione del congedo (minimo cinque mesi).

Ma se nel nostro paese tutto sommato le madri godono di una buona normativa, il cambiamento radicale avverrà per i padri. Da noi infatti l’uomo soffre il retaggio della vecchia concezione cattolica, che in soldoni si basa sul principio maschi a caccia, donne a casa coi bambini. La legislazione attuale prevede infatti una possibilità di congedo parentale massimale di 6 mesi al 30% di stipendio; motivo per il quale non viene esercitato quasi mai.