Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Venezuela/Iran: Ahmadinejad e Chavez invocano un “nuovo ordine mondiale”. Sono le esatte parole pronunciate ieri da Ahmadinejad nel corso della visita di stato del presidente venezuelano Hugo Chavez in Iran. “Siamo uniti e determinati”, ha affermato ieri Ahmadinejad, “nel porre fine all’attuale ingiustizia che domina il mondo e a sostituirla con un nuovo ordine mondiale

Venezuela/Iran: Ahmadinejad e Chavez invocano un “nuovo ordine mondiale”. Sono le esatte parole pronunciate ieri da Ahmadinejad nel corso della visita di stato del presidente venezuelano Hugo Chavez in Iran. “Siamo uniti e determinati”, ha affermato ieri Ahmadinejad, “nel porre fine all’attuale ingiustizia che domina il mondo e a sostituirla con un nuovo ordine mondiale basato sulla giustizia.”

Per rafforzare il concetto, il presidente iraniano ha aggiunto che “Iran e Venezuela sono uniti nello stabilire un nuovo ordine mondiale basato sull’umanità e la giustizia.” In onore del suo ospite, Ahmadinejad ha poi preconizzato l’imminente declino dell’imperialismo (con ovvio riferimento a quello statunitense) in tutto il mondo e “specialmente in America Latina”.

Chavez ha ricambiato la cortesia denunciando come alcuni paesi stiano attuando “minacce militari contro l’Iran” e aggiungendo di sapere “che non potranno mai rovesciare la rivoluzione islamica”.

Quale sia il concetto di nuovo ordine mondiale basato su umanità e giustizia che alberga nella mente della coppia Ahmadinejad – Chavez non è dato sapere. Al di là della retorica di rito, Chavez ha, se non altro, avuto il merito di ricordare al mondo intero il vero motivo della sua visita in Iran.

Il caudillo venezuelano ha affermato infatti che le grandi minacce rendono necessario il consolidamento di alleanze strategiche in campo politico, economico, tecnologico, energetico e sociale. Ed eccoci finalmente al nocciolo della questione: i due presidenti hanno reso noto di aver firmato una seria di trattati di cooperazione in campo energetico (petrolio e gas naturale) ed economico (scambi commerciali, tessile e edilizia popolare).

In particolare, sono stati firmati accordi per la creazione di una compagnia petrolifera iraniano-venezuelana, per la costruzione di impianti petrolchimici congiunti e per una partecipazione del Venezuela nello sfruttamento dei giacimenti di gas iraniani del Pars meridionale. Per non farsi mancare nulla, è stata concordata anche la costruzione di una raffineria in Siria; giusto per ricordare l’influenza che l’Iran esercita su parte del Medio Oriente.

Non sono i primi accordi di questo tipo stipulati tra i due paesi: nel corso degli ultimi cinque anni Iran e Venezuela hanno firmato svariati trattati di cooperazione in campo economico (soprattutto per gas e petrolio). Del resto, si sa: i nemici dei miei nemici sono miei amici. E anche se la Repubblica Islamica e quella Bolivariana non hanno apparentemente nulla in comune, l’esigenza condivisa di uscire dall’isolamento internazionale, perseguire un disegno di allargamento della propria influenza al di fuori del cortile di casa e contrastare il potere economico/militare degli Stati Uniti rappresenta un formidabile collante.

Le prossime tappe del tour mondiale di Chavez, che ha lasciato ieri l’Iran, sono Libia e Portogallo. Dittatura la prima, democrazia “occidentale” la seconda. Dettagli per un leader scaltro quale Chavez, che ha abbondantemente dimostrato di saper dosare retorica populista, affari economici e interessi geopolitici.

Siamo ansiosi di sapere quali lodi tesserà della Jamarya islamica. Di sicuro non saranno più ridicole degli onori con cui è stato accolto Gheddafi nel corso delle sue visite di stato nel nostro paese.