Yara Gambirasio, il mitomane “Mario”: «Sono stato frainteso»

L’uomo che si era accusato del delitto è un 60enne, stamattina si era recato all’Eco di Bergamo

di guido

È apparso molto confuso agli inquirenti che l’hanno interrogato “Mario”, il 60enne arrestato stamattina fuori la sede dell’Eco di Bergamo. È lui l’uomo che ha lasciato il messaggio anonimo nella cappella dell’ospedale di Rho e che poi ha scritto una lettera in cui sembrava accusarsi dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Ora però “Mario” nega di essere coinvolto nel delitto:

Sono stato frainteso, volevo attirare l’attenzione su un fatto a me noto che può essere collegato al caso. Non volevo far intendere di essere l’assassino

Arrestato “Mario”, sarebbe un mitomane

È stato fermato a Bergamo “Mario” (ma il vero nome sarebbe un altro), l’uomo che nei giorni scorsi aveva lasciato una scritta nel registro della cappella dell’ospedale di Rho, in cui sosteneva:

Qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio, che Dio mi perdoni

Successivamente, era arrivata al cappellano dell’ospedale una lettera di tre pagine firmata “Mario”, in cui l’uomo si accusava dell’omicidio della tredicenne di Brembate di sopra uccisa nel 2010, e una telefonata anonima allo stesso nosocomio. Stamattina l’uomo si era presentato nella redazione de “L’Eco di Bergamo” dichiarando di voler fornire la propria versione dei fatti, ed è stato subito intercettato e fermato dalla polizia all’uscita.

Non sono state ancora diramate le generalità dell’uomo, ma dalle prime informazioni si tratta di un sessantenne con residenza a Bergamo, e secondo gli inquirenti si tratta sicuramente di un mitomane.

Dopo il messaggio shock rinvenuto nel registro visite della cappella, i riflettori si erano riaperti sul caso, e aveva destato molto scalpore la lettera anonima che ne era seguita. Tre pagine rimaste top secret e al vaglio degli inquirenti, in cui l’autore si autoaccusava del delitto. Secondo indiscrezioni, l’uomo confermerebbe di essere a conoscenza di qualcosa che riguarda la morte della povera Yara. Subito dopo la lettera, era arrivata una telefonata anonima al centralino dell’ospedale.

Buongiorno, mi chiamo Mario, sono malato di cancro. Sono io l’autore del messaggio in chiesa su Yara. Volevo solo sapere se il cappellano ha ricevuto la mia lettera

La telefonata sarebbe partita da una cabina telefonica situata proprio davanti la sede dell’Eco di Bergamo, fuori la quale è avvenuto l’arresto. Al momento, l’uomo è ancora interrogato in questura.

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