Senza l’obbligo di motivare la decisione: è il capo che decide per il Popolo della libertà

A volte ci sono dei piccoli dettagli, dei codicilli, delle frasi apparentemente di poco rilievo che invece assumono un significato piuttosto importante. Prendete ad esempio, come segnalato da Piovono Rane, l’articolo 6 della bozza di delibera che dovrebbe rivoluzionare il Pdl dal basso. Nel caso specifico questo termine non indica una presunta democratizzazione del partito

A volte ci sono dei piccoli dettagli, dei codicilli, delle frasi apparentemente di poco rilievo che invece assumono un significato piuttosto importante. Prendete ad esempio, come segnalato da Piovono Rane, l’articolo 6 della bozza di delibera che dovrebbe rivoluzionare il Pdl dal basso.

Nel caso specifico questo termine non indica una presunta democratizzazione del partito (anzi del popolo) o una apertura a procedure partecipative fin qui sconosciute ai popolani della libertà. No, in questo caso il basso indica proprio la statura di colui che prenderà le decisioni. Infatti si legge che “Il Presidente può, a suo insindacabile giudizio e senza l’obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alle indicazioni delle assemblee”.

In buona sostanza viene ovviamente garantita la libertà a tutti coloro che compongono l’assemblea del Pdl di parlare, discutere, confrontarsi animatamente e proporre documenti e ordini del giorno. Di sollecitare la sensibilità degli altri membri dell’assise, auspicare azioni e rivoluzioni. Tanto poi basterà un cenno del pollice del capopopolo per rendere il tutto inutile e privo di effetti: il basso mostrerà il suo pollice rivolto verso il più basso e questo significherà che quanto deciso dall’assemblea vale meno di zero. Questa è la vera democrazia: ognuno può dire e votare ciò che vuole, tanto non avrà comunque alcun potere decisionale.

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