L’Idv si scopre un po’ leghista sull’immigrazione

Proprio nei giorni in cui la cancelliera tedesca Merkel giudica fallita la società multiculturale in Germania e spinge per l’ennesima volta sul dovere richiesto agli immigrati di integrarsi, in Italia si discute del problema dei flussi migratori sul quale il governo a novembre potrebbe attuare un decreto.E le differenze tra i partiti non sono così


Proprio nei giorni in cui la cancelliera tedesca Merkel giudica fallita la società multiculturale in Germania e spinge per l’ennesima volta sul dovere richiesto agli immigrati di integrarsi, in Italia si discute del problema dei flussi migratori sul quale il governo a novembre potrebbe attuare un decreto.

E le differenze tra i partiti non sono così abissali come si penserebbe. Per esempio l’Italia dei Valori non fa mancare un giudizio piuttosto di destra sulla questione, avvicinandosi alla posizione leghista sul tema. A parlare è il capogruppo alla Camera, Donadi, che si spinge a chiedere il blocco delle quote degli extracomunitari, esattamente come proposto da tempo dal Governatore veneto Zaia.

Ci sono temi su cui le contrapposizioni partitiche vengono necessariamente meno. Mi spiego. Mettere la propria firma sotto un decreto che può prevedere tra i 150 e i 170 mila ingressi per il 2011 è in questo momento inopportuno e sbagliato. Il buon senso ci dice che, in questo momento di crisi economica, far entrare altri 150mila immigrati significa, nella migliore delle ipotesi, ingrossare le fila di un esercito di immigrati già disoccupati

Per giustificare la sua opinione il deputato dipietrista fa l’esempio della sua regione, il Veneto

Delle 65 mila persone che in tutto il Nordest hanno perso il lavoro a causa della crisi, 17mila sono straniere. In pratica, un nuovo disoccupato su quattro è immigrato. Tutti gli studi dimostrano che integrazione significa anzitutto avere un lavoro e una casa per costruire il proprio futuro. Il resto sono chiacchiere al vento. Nella peggiore delle ipotesi, significa ingrossare le fila della criminalità organizzata o magari fare gli interessi di imprenditori senza scrupoli che sfruttano con contratti a nero. Abbiamo grandi responsabilità

La questione quindi gira intorno alla “concorrenza” tra immigrati e italiani per il lavoro e sui rischi che con la crisi economica ci sia una vera e propria guerra tra poveri. Per Donadi avere posizioni simili a quelle leghiste su questo tema non è demagogia ma buon senso. Di sicuro a sinistra qualcuno storcerà il naso.