Umberto Bossi e le elezioni anticipate: perché non è credibile

Anche ieri Umberto Bossi è tornato a minacciare le elezioni anticipate. Tranquilli: è solo una lisciata di pelo al suo elettorato, per ora – per ora, appunto – l’accordo con Berlusconi tiene e il governo pure. Ma sono oramai così tante le volte, negli ultimi mesi che ho letto di Bossi ed elezioni anticipate, che

Anche ieri Umberto Bossi è tornato a minacciare le elezioni anticipate. Tranquilli: è solo una lisciata di pelo al suo elettorato, per ora – per ora, appunto – l’accordo con Berlusconi tiene e il governo pure. Ma sono oramai così tante le volte, negli ultimi mesi che ho letto di Bossi ed elezioni anticipate, che non riesco più a credergli.

Partiamo dall’ultima: ieri in quel di Mercallo, Bossi spiegava

È Umberto Bossi a evocare le urne. «Se qualche volta non passa una legge, allora sappiamo che bisogna andare a votare». Ma poi spiega che a suo giudizio, il governo non rischierà nemmeno sulla giustizia. «È uno dei possibili campi minati, ma non è detto nemmeno lì, perché secondo me i parlamentari e soprattutto la sinistra hanno paura di andare alle elezioni e quindi assisteremo a una sinistra che dà il voto a Berlusconi»

Perché Bossi non è credibile? Vediamo dopo il salto.

Bossi non è credibile quando minaccia le elezioni anticipate per un motivo principale. Malgrado al momento attuale solo la Lega guadagnerebbe qualcosa in termini di voti – non certo il PdL, in crisi nera – non può prendersi la responsabilità di far cadere il governo, perché sa quanto il suo elettorato non ami le consultazioni e le ritenga una spreco di tempo e denaro. Non vogliono andare a votare, vogliono portarsi a casa il federalismo – la carotina, vi ricordate?

Quindi, preferisce lasciare il famoso cerino acceso nelle mani dei finiani e reiterare le sue minacce. Provate a vederla come una partita a scacchi in cui nessuno vuole fare la prima mossa. Il governo – bloccatissimo – non possono farlo cadere né il PdL, né la Lega, perché non sarebbe affatto una mossa “popolare” per l’elettorato di centrodestra. Possono farlo cadere i finiani? Certo che sì: ma se si prosegue sulla china vista finora, ho serissimi dubbi che mettano in difficoltà i berluscones più agguerriti.

E’ già da qualche settimana il disgelo tra FLI e PdL, e le schermaglie che leggete magari sui quotidiani sono solo pretattica, è tutto finto. Tutto pacificato: per ora hanno vinto le “colombe”, e i falchi alla Granata o alla Ghedini sono decisamente meno ascoltati di solo un mese fa.