Scelti dai lettori: il “cerchio sovrastrutturale” e i complotti sul nulla

Eccoci qui, venerdì è come di consueto giorno per la nostra rubrica di approfondimento scelti dai lettori. Tra i suggerimenti che ci avete dato lunedì ce n’è uno che mi è piaciuto molto – e su cui è anche tornato sopra Landoni interpellandovi – ovvero “il cerchio sovrastrutturale” menzionato da Arpisella, portavoce di Emma Marcegaglia,


Eccoci qui, venerdì è come di consueto giorno per la nostra rubrica di approfondimento scelti dai lettori. Tra i suggerimenti che ci avete dato lunedì ce n’è uno che mi è piaciuto molto – e su cui è anche tornato sopra Landoni interpellandovi – ovvero “il cerchio sovrastrutturale” menzionato da Arpisella, portavoce di Emma Marcegaglia, nelle telefonate con Nicola Porro.

Lo stesso Arpisella ha poi smentito tutto, ma quelle parole le hanno sentite milioni di italiani: e siccome a noi italiani il complotto piace molto, ci si è buttati sopra a pesce. Ecco! Esiste qualcuno “oltre” che comanda e che manovra come pupazzi i nostri potenti, che modifica i nostri equilibri nazionali come un entomologo alle prese con un terrario di formiche.

Insomma… io non credo che le cose funzionino proprio in questa maniera. Val la pena di tornarci sopra per un’ultima volta.

repubblica strage ustica

Nelle intercettazioni tra Porro e Arpisella si nomina questo fantomatico “cerchio sovrastrutturale”, che ci “piscia in testa”. Sono “gli stessi della d’Addario” e anche gli stessi di Fini. Uh? E chi può essere? La teoria del complotto in Italia ha vita facile più che altrove anche a causa di una storia nazionale effettivamente densa di misteri irrisolti o depistati.

Pensate, restando alla storia recente, agli anni della strategia della tensione. Alla strage di Ustica, per evocare quello che forse è “il” mistero italiano, quello che più di altri rappresenta la nostra limitatissima sovranità nazionale. Su un terreno concimato con questo genere di esperienza collettiva, è molto facile credere che “la verità sia altrove”.

Che ci sia sempre un altro burattinaio, dietro al burattinaio che vedi, e poi un altro, e un altro, e un altro ancora. Purtroppo a volte ci cascano anche i migliori: vi ricordate quando a Report fu trasmesso uno dei documentari “verità” sull’undici settembre, ovvero “Confronting the evidence”? Era il 2006.

Sul “cerchio sovrastrutturale” ha scritto un post lungo e interessante Jacopo Fo su uno dei blog del Fatto, in cui si cita giustamente il linguaggio come tipicamente marxista “la sovrastuttura”, la Bau, e la über Bau. Sembra di leggersi il Capitale, Fo ci prende in pieno

Ma che cosa ha fatto intravedere Arpisella a Porro di tanto brutto da fargli paura? (pare) Il cerchio, qualche cosa che avvolge, che è sopra tutto (ci piscia in testa) ed è sovrastrutturale, cioè non appartiene al contesto dei leader politici o economici. Sta parlando, sospetto, dei grandi rapporti di forza impersonali. Sta dando una descrizione marxista del problema. Ammirevole (…) Dietro a Fini e alla D’Addario c’è la forza osmotica della finanza e dell’industria che ha deciso di scaricare B. ma non hanno avuto bisogno di fare una riunione tra tesserati a una società segreta per deciderlo. La Marcegaglia, Montezemolo e Marchionne hanno attaccato B. tutti e tre in una settimana. Non è un’azione concordata più di quanto lo sia l’andare mattutino delle api a raccogliere il polline. C’è una pressione osmotica. Ci sono smorfie sempre più diffuse, in certi ambienti, quando si nomina B. Non diventi capo della Fiat o della Confindustria se hai bisogno di fare una riunione per capire questo. O hai il fiuto per le correnti emotive o hai cambiato mestiere da tempo. Il fatto che non ci sia un grande vecchio occulto, il colpevole totale, la setta dai lunghi tentacoli non diminuisce lo sfacelo etico della situazione. Però ci dà la possibilità di batterli. Se fossero veramente una struttura unita e compatta non avremmo speranze.

Viva quindi Feltri, che per diventare padrone assoluto di un suo giornaletto è disposto a far saltare i giochi di Berlusconi. Questo è il bello. Quando c’è la pressione osmotica giusta, tutto diventa possibile.

Ok, ma quindi, ‘sto cerchio? Esiste o no? E chi sono? Massoneria internazionale? Servizi segreti deviati? Roba stile Bilderberg? Gli Usa? Gli alieni? Non si spiega mai: però vediamo di tornare indietro. Sul caso d’Addario alcune tesi complottiste davano lo scandalo della escort abilmente orchestrato dai servizi segreti. Non so come sia finita quell’inchiesta, ma Panorama la sparò in copertina, se ben ricordo proprio con una d’Addario ritratta come una marionetta

Presto si scoprirà pure quali frutti stia dando la collaborazione avviata da Tarantini con gli inquirenti. L’imprenditore ha già messo in fila ore di interrogatori in cui ha fornito numerosi riscontri alle sue dichiarazioni. L’uomo non si è sottratto a nessuna domanda.

Per esempio, ha chiarito i suoi rapporti con Roberto De Santis, fulcro del potere dalemiano in Puglia. I magistrati hanno chiesto conto dei vari contatti e di un incontro fra i due in piazza Navona, a Roma, nella primavera del 2009.
La coppia era insieme pure nell’estate di due anni prima, quando incrociò nel mare di Ponza l’allora ministro degli Esteri Massimo D’Alema, con il quale si ritrovò allo stesso tavolo per cena. Nel ristorante, fra i commensali, sedeva pure l’allora capo di stato maggiore della Guardia di finanza, generale Paolo Poletti. A riprova della capacità di Tarantini di tessere relazioni ad altissimi livelli gli inquirenti hanno annotato diverse telefonate dell’imprenditore proprio con Poletti, nominato nel novembre 2008 vicedirettore dell’Aisi, il servizio segreto che si occupa della sicurezza interna.

Pupari, servitori dello Stato infedeli, 007: gli ingredienti per una perfetta spy-story non mancano, anche se rischiano di avvelenare il clima in procura, dove ormai la diffidenza contraddistingue persino i rapporti tra magistrati. Dopo l’annuncio di Panorama di un possibile fascicolo riguardante rilievi quanto meno disciplinari per le toghe, i pm sospettano gli uni degli altri. Alcuni sono allarmati financo dalle domande dei giornalisti, in cui temono di decifrare annunci di indagini a loro carico. Ma presto la partita si giocherà a carte scoperte

Ok, quindi chi sono? I servizi? Sempre loro, le entità che dominano il palcoscenico Italia dietro le quinte? Mah. Sono spaccati questi servizi: perché c’è una parte che attacca Berlusconi con la vicenda d’Addario, e un altra che invece attacca Fini. Che si decidano un po’ questi benedetti servizi. Io non ci credo: io credo che la soluzione sia sempre la più lineare e la più logica. Anche su Giornalettismo si leggono le stesse domande che si poneva Luca. Nessuna risposta ovviamente: perché alla logica del complotto non esiste risposta.

Come puoi rispondere a qualcosa di indimostrato o di indimostrabile? Vive nei sogni, esiste perché la gente vuole che esista.

I Video di Blogo