Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Beirut e Teheran sempre più vicine, visita ufficiale di Ahmadinejad in Libano. “Il Libano è una scuola di resistenza e perseveranza contro le forze ostili del mondo ed è come un’università per la jihad, per un’avventura nel solco di cause nobili e umane.” Sono le parole che il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha

Medio Oriente: Beirut e Teheran sempre più vicine, visita ufficiale di Ahmadinejad in Libano. “Il Libano è una scuola di resistenza e perseveranza contro le forze ostili del mondo ed è come un’università per la jihad, per un’avventura nel solco di cause nobili e umane.” Sono le parole che il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha pronunciato ieri a Beirut, nel corso di una manifestazione in suo onore organizzata dal gruppo islamista sciita Hezbollah.

Si tratta della prima visita di Stato di Ahmadinejad in Libano: un evento che ribadisce in maniera esplicita i forti legami che il paese sta rafforzando con l’Iran. Durante la visita, Ahmadinejad ha ribadito di essere a fianco del Libano nel confronto con quelle che ha definito le ostilità portate avanti da Israele. Inoltre, il presidente iraniano ha sottolineato l’incondizionato sostegno di Tehran a “un Libano unito e al suo governo”.

In un discorso tenuto nel palazzo del presidente libanese Michel Sleiman, Ahmadinejad ha affermato infatti che l’Iran non sostiene singole fazioni, ma tutto il paese.
Sarebbe ingenuo, però, negare il peso e l’influenza di Hezbollah in quanto sta accadendo.

Il “Partito di Dio” vanta da sempre solidi legami ideologici, economici e politici con la Repubblica islamica e il suo peso nella politica libanese è enormemente cresciuto negli ultimi anni.

Grazie ad Hezbollah il Libano ha prima riallacciato le sue relazioni con la Siria e ora si colloca senza mezzi termini come un tassello del controllo iraniano della regione. L’ombra del movimento sciita si proietta anche sul verdetto del Tribunale dell’Onu che sta indagando sull’assassinio del premier libanese Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005. Come già scritto su queste pagine, il probabile accertamento di responsabilità di Hezbollah nell’attentato potrebbe condurre il paese a nuovi disordini e al rischio di una guerra civile.

Tornando alla cerimonia in onore di Ahmadinejad, i leader di Hezbollah hanno affermato che la manifestazione non è stata organizzata dal governo libanese, ma che si tratterebbe di un ringraziamento al leader iraniano per il sostegno politico ed economico fornito dall’Iran al Libano e al movimento sciita in occasione della guerra con Israele del 2006.

Il legame tra i due stati riguarda però anche il presente. Il ministro libanese per l’energia Gebran Bassil ha reso noto che l’Iran ha concesso un prestito di 540 milioni di dollari per sostenere progetti energetici nel paese.

Insomma, ormai si gioca a carte scoperte. La visita di Ahmadinejad e gli onori con cui è stato accolto da un movimento che fa parte a pieno titolo del governo libanese sono un segnale forte nei confronti di Israele, che da sempre vede l’Iran come una pericolosa minaccia per la propria sicurezza.

La visita che Ahmadinejad compirà oggi nel sud del Libano, teatro dei recenti scontri di confine con le forze armate israeliane, non fa che rafforzare i timori che l’Iran voglia pericolosamente alzare il livello di tensione in Medio Oriente.