In Inghilterra il ministro della Giustizia pensa al ritorno dei lavori forzati per i detenuti

E’ una proposta choc che fa discutere l’Inghilterra da giorni: il ministro della giustizia Clarke sta pensando a forme di lavoro nelle carceri per consentire i risarcimenti alle famiglie delle vittime e per coprire i costi dei soggiorni e i sussidi ai parenti dei detenuti. In effetti leggendola così è molto meno pesante di quanto


E’ una proposta choc che fa discutere l’Inghilterra da giorni: il ministro della giustizia Clarke sta pensando a forme di lavoro nelle carceri per consentire i risarcimenti alle famiglie delle vittime e per coprire i costi dei soggiorni e i sussidi ai parenti dei detenuti. In effetti leggendola così è molto meno pesante di quanto l’espressione “lavori forzati” possa far pensare.

Per il ministro è inaccettabile che le carceri siano diventate un luogo dove regnano solo inezia e noia e per questo considera necessario discutere di modificare gli obiettivi delle prigioni, affiancando alla riabilitazione anche il duro lavoro. I detenuti sarebbero impiegati fino a 40 ore a settimana e pagati il salario minimo, poco meno di 6 sterline.

L’intenzione è quella di coinvolgere imprese private disposte a utilizzare la manodopera delle prigioni con lo scopo anche di offrire ai detenuti la possibilità di imparare un nuovo mestiere, utile per riuscire una volta fuori dal carcere a poter ricostruirsi una vita. Insomma il duro lavoro come un’opportunità.

In realtà lo stipendio prefissato non andrebbe ai detenuti ma appunto a costituire un fondo per risarcire i parenti delle vittime o a ripagare costi di mantenimento dei detenuti e alle famiglie dei carcerati, se queste godono dei sussidi pubblici.

La proposta del ministro conservatore ha già provocato forti proteste delle associazioni che si occupano di aiutare il reinserimento dei carcerati nella società. In Italia più volte si era proposto di utilizzare determinati detenuti per lavori socialmente utili e alcuni progetti in tal senso (come per esempio la pulizia di aree a verde) erano stati promossi in vari comuni.

Ma in generale l’idea di far lavorare più duramente il detenuto non ha mai preso piede in maniera organica e approfondita. Che ne pensate? E’ una buona idea o solo propaganda politica?