Gran Bretagna: tutti uniti contro lo strapotere mediatico di Murdoch. E in Italia?

Tira una brutta aria in Gran Bretagna. Una “Santa Alleanza” di giornali e tv sta cercando di impedire a Rupert Murdoch di acquisire il completo controllo di BSkyB (Sky inglese). Ecco come Fabio Cavalera, sul Corriere della Sera, descrive il fronte anti-Murdoch: “A dichiarare guerra in modo così risoluto ci sono i giornali di sinistra

di bruno


Tira una brutta aria in Gran Bretagna. Una “Santa Alleanza” di giornali e tv sta cercando di impedire a Rupert Murdoch di acquisire il completo controllo di BSkyB (Sky inglese). Ecco come Fabio Cavalera, sul Corriere della Sera, descrive il fronte anti-Murdoch:

“A dichiarare guerra in modo così risoluto ci sono i giornali di sinistra ma sulle barricate si piazzano, senza timidezze, i giornali del centrodestra: dal Guardian, voce dell’area liberal, al Mirror, il tabloid che simpatizza per i laburisti, ma anche dal Daily Telegraph, custode del vangelo moderato e tory al Daily Mail, che schiaccia l’occhio ai tory ed è il megafono della middle class. E poi, c’è la tv pubblica, con la Bbc e Channel 4.”

E stranamente, almeno per noi, intervengono anche gli amministratori delegati:

“[…] Non si tratta dei soliti giornalisti brontoloni. A sollevare il caso sono i presidenti e gli amministratori delegati delle aziende che pubblicano alcuni dei quotidiani più importanti del Regno Unito e i vertici delle televisioni che il «nemico» non controlla. Hanno scritto al ministro del business (le attività produttive), il liberaldemocratico Vince Cable, e lo hanno invitato a bloccare l’ultima iniziativa di Murdoch in quanto avrebbe conseguenze gravi sul «pluralismo dell’informazione».”

Murdoch controlla già The Times, The Sunday Times, News of the World e il mitico Sun. Insieme, circa il 37 % della distribuzione giornalistica. In più, controlla il 39 % di BSkyB. Le conseguenze di un controllo totale di Murdoch sulla piattaforma satellitare inglese sono ben spiegate in un articolo del Guardian, ripreso dal Post:

“Siamo nel Marzo del 2015, un paio di mesi prima delle elezioni. Una media company controlla la politica inglese – spaziando tra tv, giornali ed internet. È grande più del doppio della BBC. […] Senza la tradizione di imparzialità della BBC, la famiglia Murdoch sta decidendo se sostenere David Cameron per un secondo mandato.”

Vi ricorda qualcosa questo apocalittico scenario? Magari una situazione simile, in cui un magnate dell’informazione controlla, direttamente o indirettamente, quasi cinque reti televisive su sette, vari giornali e periodici, ha interessi nel digitale terrestre?

Uno scenario da incubo, almeno per gli inglesi, non abituati alle proporzioni del conflitto d’interessi italiano. Infatti, alcuni giornali di vario orientamento politico, addirittura alcuni appartengono all’area conservatrice, si sono mobilitati contro la possibile creazione di un gigante dell’informazione. Proviamo a trasportare tutto questo in Italia.

Ve li immaginate il Giornale e Libero che scendono in campo contro lo strapotere mediatico di Berlusconi? Per farlo dovrebbero – nel caso del Giornale – prendersela con la famiglia Berlusconi, proprietaria della testata, oppure dovrebbero fare i conti – nel caso di Libero – con la famiglia Angelucci, proprietaria del quotidiano. Piccolo problema: Antonio Angelucci è anche deputato del PDL.

C’è però un’ultima considerazione da fare. In Italia, com’è noto, Murdoch possiede la piattaforma satellitare Sky. Da molti è visto come il paladino della libera informazione, il salvatore della Patria contro il cattivo Berlusconi. Escludendo che in Gran Bretagna Murdoch sia il Male e in Italia rappresenti il Bene, forse va ricordato che il magnate australiano non ha a cuore la libertà d’informazione. A lui interessa il profitto.

In Italia, il profitto coincide con lo scontro con il gigante Mediaset (vedi qui un pezzo di Tvblog sulla Sky Digital Key, qui un pezzo di Polisblog sul cosiddetto Decreto Romani), in Gran Bretagna con la creazione di un gigante dell’informazione per mettere nell’angolo la BBC e i giornali tradizionali. L’obiettivo, nel regno di Sua Maestà, è eliminare i concorrenti, cercare di creare un monopolio dell’informazione e, quindi, aumentare a dismisura gli introiti.

Ricordiamocelo, quando incensiamo Murdoch. L’unica alternativa democratica al conflitto d’interessi di Berlusconi non è la creazione di un altro gigante dell’informazione, ma il pluralismo dei mezzi di comunicazione.

Foto | Flickr

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