La scuola di Adro: il Consiglio d’Istituto si ribella alla Lega nord e copre i simboli

Novità degne di nota nella brutta storia della scuola leghista di Adro. Ieri – come ci ricordava V. – era all’ordine del giorno un importante Consiglio d’Istituto: si attendevano risposte e questa volta sono arrivate, più decise di tutte le mezze parole di convenienza della classe politica.I simboli leghisti verranno rimossi, e ove non fosse

Novità degne di nota nella brutta storia della scuola leghista di Adro. Ieri – come ci ricordava V. – era all’ordine del giorno un importante Consiglio d’Istituto: si attendevano risposte e questa volta sono arrivate, più decise di tutte le mezze parole di convenienza della classe politica.

I simboli leghisti verranno rimossi, e ove non fosse possibile per motivi economici, coperti. La motivazione è molto semplice, pragmatica, direi quasi banale: proteggere gli studenti di quella scuola, per non far diventare l’istituto scolastico un campo di battaglia. Come dire, non vi bastasse l’assurdità dell’iniziativa e il suo andare contro ogni costituzionalità, prendete il motivo più pratico.

Motivazioni che non sembrano convincere il sindaco Oscar Lancini, fedelissimo a Bossi, che inveisce:

Non mi è ancora stato comunicato nulla. Ma se i simboli vengono rimossi dalla scuola, parte prima la denuncia e poi procedo al ripristino immediato. La volontà dell’amministrazione comunale deve essere rispettata.

Piacerebbe sapere con quale coraggio il sindaco di Adro se ne esca con queste affermazioni, dopo settimane di polemiche, dopo i deboli rimproveri ministeriali (o forse proprio per questi), dopo che addirittura alcuni genitori hanno deciso di togliere i figli da scuola e altri lo stanno progettando. Oltre ogni buon senso.

Il punto da focalizzare però va spostato da Adro a Roma, o se volete da Adro al paese Italia: il sindaco parla di amministrazione comunale come di un feudo, di un piccolo principato, e lo fa perché lo Stato in questa storia non esiste, è il grande assente.

In una situazione così caotica e con uno stato che non c’è deve essere quindi un Consiglio d’Istituto a sfidare l’ottuso potere, a tutela degli studenti (e non solo quelli di Adro, perché se passa questa pratica non sarà l’ultima scuola con il sole “brandizzato” delle Alpi), rimuovendo le centinaia di adesivi di una nazione che non esiste e non ha ragione di esistere.

Lo stato che non c’è e la nazione immaginaria. Un governo irresponsabile che con cura ha abbandonato questi studenti al loro destino caotico.

La decisione del Consiglio d’Istituto viene dopo giorni di una tensione che andava via via crescendo: nel fine settimana qualcuno aveva preso l’iniziativa cancellando un paio di soli, e in questi giorni ad Adro era prevista la manifestazione dei Cobas scuola.

La vicenda è tutt’altro che conclusa, visto le parole del sindaco, ma il Consiglio d’Istituto, preso atto della rottura, va avanti per la sua strada, con l’appoggio di chi quella scuola la vive: sempre ieri sera il Consiglio stesso ha deciso ripristinare il nome della scuola (ora intitolata a Gianfranco Miglio) tornando a Enrico e Emilio Dandolo, i due fratelli patrioti che parteciparono alle Cinque giornate di Milano nel 1848.