Ore 12 – Ping-pong Berlusconi-Fini: partita “truccata”?

Se al triumviro di bronzo Denis Verdini forse ci penserà la magistratura a “inchiodarlo” e farlo disarcionare dal vertice del Pdl, al premier Silvio Berlusconi toccherà misurarsi ancora con l’ex cofondatore Gianfranco Fini, di nuovo sul piede di guerra. All’attacco scaricabarile del Cavaliere sulle colpe del Pdl “rovinato” dai finiani e sulla promessa di governare

Se al triumviro di bronzo Denis Verdini forse ci penserà la magistratura a “inchiodarlo” e farlo disarcionare dal vertice del Pdl, al premier Silvio Berlusconi toccherà misurarsi ancora con l’ex cofondatore Gianfranco Fini, di nuovo sul piede di guerra.

All’attacco scaricabarile del Cavaliere sulle colpe del Pdl “rovinato” dai finiani e sulla promessa di governare fino al 2013, il presidente della Camera risponde dissotterrando l’ascia di guerra.

L’avvertimento di Fini è inequivocabile, una vera e propria spada di Damocle: “Se Berlusconi vorrà andare avanti ad imposizioni, come sulla legalità, la sopravvivenza dell’esecutivo è segnata”.

Una tegolata per premier, governo e maggioranza.

Non contento, Fini lancia l’affondo nel cuore dell’impostazione strategica del “berlusconismo”, la comunicazione: “La propaganda è il cancro della politica italiana”.

Ma si rischia il solito refrain. Con una mano Fini giura “assoluta lealtà al governo” e con l’altra lavora per scavargli la fossa. E con una mano Berlusconi pesa positivamente “la nuova e più ampia maggioranza” e con l’altra opera incessantemente per affondare il “nemico” ex cofondatore.

Un passo avanti, due passi indietro. Il gioco del cerino prosegue. Gli italiani, smarriti, osservano come a una partita di ping pong la pallina: ora di qua ora di là. Delusi spettatori paganti.