“Rimbocchiamoci le maniche”, il nuovo spot del Pd non convince

Ecco la nuova campagna mediatica del Pd che riprende lo slogan “rimbocchiamoci le maniche” già usato dal segretario Bersani in numerosi discorsi pubblici. Un invito più o meno evidente per la base, una richiesta d’aiuto e di partecipazione per condividere le idee del Pd e impegnarsi in prima persona. Ma i primi commenti in rete

Ecco la nuova campagna mediatica del Pd che riprende lo slogan “rimbocchiamoci le maniche” già usato dal segretario Bersani in numerosi discorsi pubblici. Un invito più o meno evidente per la base, una richiesta d’aiuto e di partecipazione per condividere le idee del Pd e impegnarsi in prima persona. Ma i primi commenti in rete sono piuttosto critici e segnalano per l’ennesima volta una certa debolezza comunicativa della propaganda piddina.

Giuseppe Civati sul suo blog ritiene la questione dei creativi persino più rilevante della discussione (da lui evidentemente non apprezzata) sulle alleanze esprimendosi così: “Pigi, facciamo così, tieniti i parlamentari da 5 legislature, imbarca pure Casini, recupera Rutelli, ma cambia i creativi. Ti prego”.

Mentre sul suo Piovone Rane Alessandro Gilioli definisce questa campagna tragicomica (“La banda del buco”): “Un po’ Bersani ha ragione, di questi tempi forse è meglio rifugiarsi nei paradisi artificiali. Ma una pubblicità così sfacciata per l’uso di eroina non l’avevo mai vista.”

Nei commenti non mancano interventi ironici: “che cosa triste”, “scimmiottamento della pubblicità”, “la campagna più stupida dell’anno”, “istigazione alla parodia”. Insomma un mezzo disastro che denota un evidente problema creativo per il Pd che da tempo non riesce a produrre manifesti o video d’impatto.

E in effetti si fa fatica a ricordare uno slogan del Pd che abbia avuto successo: dallo storico “si può fare” veltroniano (che D’Alema criticò giudicandolo moscio) fino ai recenti “la pazienza è finita” e “rimbocchiamoci le maniche” è stato un continuo di messaggi poco incisivi e che alla fine sono sembrati più autogol che utili strategie d’attacco.