Il PdL di domani: Daniela Santanché coordinatrice unica?

In questi giorni gira voce che Daniela Santanchè possa ricoprire in futuro il ruolo di coordinatore unico del PdL. Lei smentisce – l’ha fatto non più tardi di una mezz’ora fa – ”Se qualcuno ha messo in giro una voce del genere e’ solo per seminare zizzania. Non cado nella trappola”. ma è solo per

In questi giorni gira voce che Daniela Santanchè possa ricoprire in futuro il ruolo di coordinatore unico del PdL. Lei smentisce – l’ha fatto non più tardi di una mezz’ora fa –

”Se qualcuno ha messo in giro una voce del genere e’ solo per seminare zizzania. Non cado nella trappola”.

ma è solo per non bruciarsi la candidatura: e forse è anche già troppo tardi. Se qualcuno di voi trova qualcosa di strano nella trasformazione di Daniela Santanchè, non si stupisca. Il trasformismo è la cifra stilistica della nostra classe politica. Basta tornare indietro al 2008, all’epoca del ben poco fortunato movimento La Destra. Leggiamo tutto sul sito della Santanchè:

Berlusconi? E’ ossessionato da me. Tanto non gliela do…” Daniela Santanchè, candidato premier de La Destra, interpellata dai cronisti a Montecitorio, risponde così a distanza a Silvio Berlusconi che nel corso della puntata di “Omnibus” aveva affermato che la candidata de La Destra non è altro che “quella destra Billionaire ch cerca di portarci via i voti, ma che fa soltanto il gioco della sinistra”

e ancora…

Fece anche parlare per qualche giorno un’altra dichiarazione, sempre della Santanchè. Stavolta però il tema era la presenza femminile nei Palazzi. Berlusconi? “Vede le donne solo in posizione orizzontale”. Anche qui, ci rinfresca la memoria proprio il sito di Daniela Garnero – è il vero cognome, Santanchè è quello del marito da cui si separò molti anni fa

“Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perchè Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali”. Lo ha detto Daniela Santanchè, candidata della Destra, in una intervista a Canale Italia che verrà messa in onda stasera. Per la Santanchè il Cavaliere “non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la risoluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare”

Cosa è cambiato in questi anni? Mah. Di sicuro c’è stato un certo avvicinamento della Santanchè ad ambienti meno legati all’estrema destra e più alla destra berlusconiana di potere. Basti pensare alla Visibilia, la concessionaria di pubblicità che la Santanchè ha fondato qualche anno fa insieme agli Angelucci, editori di Libero e il Riformista.

Una concessionaria che non va alla grandissima, come si legge sul Post, ma che potrebbe essere stata la prima pietra verso la quale spiccare un salto più lungo. Comprarsi direttamente Il Giornale, insieme a Sallusti e Feltri

Pochi mesi dopo il riavvicinamento con Berlusconi si completa: Santanchè aderisce al PdL ed entra nel governo come sottosegretario all’attuazione del programma di governo, tra le contestazioni e i fischi degli stessi parlamentari di centrodestra. Santanché lascia allora gli incarichi dirigenziali in Visibilia, pur rimanendone proprietaria e azionista.

Il portafoglio dei clienti di Libero cambia – ne scrisse nel dettaglio Marco Lillo sul Fatto – ma gli affari continuano a non andare benissimo. Questa settimana l’Espresso scrive del ritardo con cui Visibilia paga le competenze a Libero, e il Mondo conferma che secondo l’ultimo bilancio i crediti della società verso i clienti sono lievitati da 7,6 milioni nel 2008 a 11,2 milioni, tanto da costringere gli amministratori a incrementare il fondo di svalutazione crediti e da sestuplicare i debiti della società verso le banche.

A questo punto si spargono due voci: una per cui Libero penserebbe di tornare a Publikompass, la sua vecchia concessionaria, e una per cui la stessa Santanché sarebbe sul punto di acquistare il Giornale in società col direttore Vittorio Feltri e il condirettore Alessandro Sallusti. È più di una voce, visto che viene avallata dallo stesso Sallusti: “Mi risulta che ci sia un’intenzione seria di aprire il Giornale al mercato, soprattutto in presenza di conti che stanno dando segnali molto interessanti di risanamento e che nel giro di un anno saranno, ci auguriamo, risanati”. Il condirettore del Giornale parlò di una “squadra capitanata da Feltri” che poteva legarsi al Giornale “attraverso una partecipazione azionaria”.