Aprono il MAXXI ed il Macro – Roma diventa una delle Capitali mondiali dell’arte contemporanea

Il MAXXI , dopo dieci anni, aperto definitivamente al pubblico. Il Macro finito, visitabile per due giorni, e poi aperto a tutti da fine settembre. Con le inaugurazioni di ieri, i due musei di arte contemporanea della città eterna prendono finalmente vita proiettando Roma, in un solo pomeriggio, tra le capitali mondiali dell’arte contemporanea.Primo appuntamento


Il MAXXI , dopo dieci anni, aperto definitivamente al pubblico. Il Macro finito, visitabile per due giorni, e poi aperto a tutti da fine settembre. Con le inaugurazioni di ieri, i due musei di arte contemporanea della città eterna prendono finalmente vita proiettando Roma, in un solo pomeriggio, tra le capitali mondiali dell’arte contemporanea.

Primo appuntamento di giornata il Macro di via Reggio Emilia, dove l’architetta francese Odile Decq, di nero vestita e acconciata in stile punk, ha accompagnato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e l’assessore alla Cultura Umberto Croppi all’interno degli spazi della nuova ala del museo ancora parzialmente vuoto. Le sale interne destabilizzano per la loro irregolarità. Il colore che predomina è il rosso lacca, che si trova sulle pareti della fontana sospesa, su quelle dell’auditorium, lungo i corridoi. Il materiale principlae è il vetro. All’interno le prime opere sono già esposte. “Roma – dirà la Decq a fine tour – qui ricorda Parigi”. Appuntamento per tutti a settembre.

Neanche il tempo di scattare alcune foto (a breve le gallerie) ed eccoci al MAXXI di Zaha Hadid in via Guido Reni. In questo caso il museo è già aperto. Bellissime le mostre temporanee: quella con i plastici in legno del grande architetto Luigi Moretti e le statue di Gino De Dominicis su cui spicca il grande scheletro disteso nel cortile col naso da pinocchio, lungo 24 metri, che forse ci ricorda la nostra condizione di “animali mentitori” ed una carrozza settecentesca con una “mozzarella in carrozza” a bordo… All’interno, dopo aver assistito alla gaffe del ministro Bondi che attribuisce gran parte del merito dell’apertura del museo al solo Berlusconi salvo poi correggersi, ecco le opere di Wharol, Piero Manzoni, Gilbert&George in sinuosi e curvilinei corridoi di cemento bianco dai tetti di cristallo… Anche se non realizzato nell’interezza del progetto originale è un vero spettacolo! Parafrasando Odile Decq: oggi Roma non sembra solo Parigi, oggi Roma diventa finalmente una città moderna ed una capitale mondiale dell’arte contempornaea.