“Tutti sulla stessa barca”, ma in mare si getta la ricerca

Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà applicata da subito. Non era difficile prevederlo.Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui


Gli effetti del decreto taglia e non ricuci per la manovra da 24,9 miliardi, approvata martedì dal Consiglio dei Ministri, si fanno sentire. Anche perché la maggior parte delle disposizioni verrà applicata da subito. Non era difficile prevederlo.

Mentre stiamo scrivendo sotto Montecitorio, stanno manifestando i dipendenti di diversi enti pubblici o parzialmente pubblici. Tra cui Ispesl, Ipsema, Insean. Tutti enti che hanno scoperto improvvisamente, una mattina, di essere “inutili”, per cui da “sopprimere”. La soppressione di Ipsema e Ispesl e l’attribuzione all’Inail delle funzioni svolte da questi due istituti avviene dalla data di entrata in vigore del decreto legge.

In particolare l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) che esiste da 30 anni, si chiede se davvero non occorra più per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. Con tale provvedimento del Governo chiude l’unico Ente di ricerca del Paese. l’Ispesl è per altro in grado di autofinanziarsi per più del 60% dello stanziamento concesso dallo Stato.




La frase “siamo tutti sulla stessa barca” di Berlusconi diventerà, se non lo è già diventata, un vero tormentone. Soprattutto considerando certi inevitabili, quanto comprensibili, facili paragoni.




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