Legalizzare la marijuana: come stanno le cose in California

Dal 1° ottobre scorso in California il possesso di un’oncia di marijuana non è più un reato: vi beccano? C’è una multa di 100 dollari. Fate conto che un’oncia sono quasi 30 grammi. Considerando che in Italia un grammo costa in media intorno agli 8 euro, vorrebbe dire circa 250 euro di ganja – stima

Dal 1° ottobre scorso in California il possesso di un’oncia di marijuana non è più un reato: vi beccano? C’è una multa di 100 dollari. Fate conto che un’oncia sono quasi 30 grammi. Considerando che in Italia un grammo costa in media intorno agli 8 euro, vorrebbe dire circa 250 euro di ganja – stima ottimistica e per difetto – insomma, un bel sacchettino di erbetta.

Chi ha deciso per depenalizzare il consumo? Bé, un governatore repubblicano, Arnold Schwarzenegger. Naturalmente non è diventato antiproibizionista per un intimo convincimento etico, ma semplicemente per una questione di soldi. Allo Stato della California costava troppo processare tutti

Negli ultimi 10 anni è successo a più di mezzo milione di californiani e solo l’anno scorso gli arresti sono stati più di 60 mila. La nuova legge, in uno Stato che ha problemi di bilancio gravissimi, è giustificata quindi più da ragioni di risparmio sulle spese giudiziarie che da un cambio di orientamento sulla marijuana. Resta la valenza politica implicita: un governatore repubblicano che firma una sostanziale legalizzazione a sessanta giorni dalle elezioni di metà mandato non è cosa di tutti i giorni

e a breve – il 2 novembre – ci sarà anche un referendum, sempre in California…

Il referendum sulla cannabis in California ve lo spiega molto bene l’immagine qui sotto, presa dal sito referendario – ovviamente per il sì – Yes on 19

referendum cannabis california

Il debito della California è intorno ai 22 miliardi di euro. Dalla tassazione della marijuana legale si stima potrebbero arrivare entrate fino a 2 miliardi di dollari, è quanto si leggeva sul blog di Riccardo Staglianò qualche tempo fa. Era anche uscito un interessante reportage sul Venerdì di Repubblica, ma non l’ho trovato in giro.

A novembre i californiani saranno chiamati a decidere se liberalizzare totalmente la marijuana, dopo aver legalizzato nel ‘96 quella per uso medico. I sondaggi danno il “sì” leggermente in vantaggio. Ma quel che è più interessante è il modo in cui questa campagna è stata condotta dai promotori. La parola d’ordine non era “spinello libero” ma “controllare e tassare la cannabis”. Niente ideologia, tutto pragmatismo.

Su Aduc Droghe invece, altre cifre, relative alla legalizzazione (eventuale) anche nel resto degli States:

Un nuovo rapporto del Cato Institute rivela che la legalizzazione e regolamentazione della cannabis potrebbe far risparmiare ai contribuenti statunitensi qualcosa come 17,4 miliardi di dollari. La legalizzazione di tutte le droghe porterebbe invece a un risparmio complessivo di 88 miliardi di dollari.
Lo studio, intitolato “L’impatto fiscale della fine del proibizionismo sulle droghe”, stima che la tassazione della cannabis -alla stregua dell’alcool- potrebbe portare a entrate fiscali per 8,7 miliardi di dollari l’anno. Porre fine alla proibizione della cannabis, inoltre, farebbe risparmiare oltre 9 miliardi di dollari ogni anno destinate oggi alle autorità di polizia.

Tornando al referendum californiano è splendido il ribaltamento con cui è stato proposto agli elettori: leggete questo pdf dal loro sito, sembra di leggere dei repubblicani.

Foto | Flickr

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