Attentato a Belpietro: questo strano silenzio

Ieri vi abbiamo raccontato degli ultimi sviluppi nelle indagini sull’agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Accadde tutto settimana scorsa: un attentato con un omicida che non ha lasciato tracce nella fuga, la cui pistola si è inceppata, che sembra riuscito a diventare invisibile in una zona con una densità di telecamere indicibile. Mi ha


Ieri vi abbiamo raccontato degli ultimi sviluppi nelle indagini sull’agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Accadde tutto settimana scorsa: un attentato con un omicida che non ha lasciato tracce nella fuga, la cui pistola si è inceppata, che sembra riuscito a diventare invisibile in una zona con una densità di telecamere indicibile.

Mi ha colpito però – e non sono stato l’unico a notarlo – come dopo l’onda di informazione di settimana scorsa, giustamente fatta di prime pagine, di speciali in tv, di editoriali infuocati, di dichiarazioni assurde sui “mandanti” sia piombato il silenzio sulla vicenda. Stamane leggo solo un pezzo sul tema, che esce su Libero a firma Filippo Facci: null’altro.

Non so, mi sembra un po’ strano un decadimento così rapido della notizia, e di nuovo, non credo di essere il solo a vederla così. Voglio dire: siamo andati avanti mesi e mesi a suon di prime pagine su un appartamento a Montecarlo, rischiano di fare secco il direttore di uno dei principali quotidiani del centro destra, e se ne parla tre-quattro giorni e via?

Naturalmente il mio parallelo tra le due vicende è puramente retorico: non sono minimamente paragonabili per volume di interesse (e di interessi in gioco…) e gravità oggettiva. Un tentato omicidio non è un cognato che fa il furbetto. Tornando a oggi, nel suo pezzo peraltro Facci non racconta nulla di nuovo sulle indagini, ma si dedica principalmente al lavoro d’archivio – che gli riesce molto bene – ma non c’è davvero nulla di nuovo in quanto leggo su Libero

«Sinceramente non ci ho mai creduto molto…» ha detto venerdì scorso Gerardo D’Ambrosio, già procuratore aggiunto del Pool di Milano e protagonista, il 14 aprile 1995, di un attentato che fu sventato dallo stesso caposcorta che ha difeso a pistolettate il domicilio di Maurizio Belpietro. Non ci ha mai creduto molto, il senatore del Pd D’Ambrosio: però, allora, ci credettero tutti. Persino lui. Anzi: tutti evocarono dei foschi scenari. Gli attuali dioscuri del Fatto Quotidiano ci videro l’ombra della Cia, mentre il sostituto procuratore Armando Spataro – che ora indaga sull’attentato a Belpietro – lesse un allarmatissimo comunicato. Antonio Di Pietro pure. Insomma, ai tempi dubbi non ve n’erano, non servivano

Possibile che dopo la notizia bomba – infilata tra le righe di una breve del Corriere qualche giorno fa – di quelle voci che girano in ambienti di polizia che sostengono l’agente di scorta si sia inventato l’agguato, cada tutto così nel nulla?

In ogni caso, se avete tempo e voglia di approfondire, l’attentato a Belpietro sarà uno dei temi della puntata di Annozero in onda stasera. A dimostrare la tesi del decadimento della notizia, date un’occhiata a Google News, lo screenshot che trovate in alto è preso proprio da lì. La query era “Maurizio Belpietro”, i risultati ordinati per data nell’ultima settimana.

Update! Leggo sul tema un pezzo molto interessante di Giovanni Maria Bellu su l’Unità.